Sanità malata, Forza Italia lancia la battaglia territoriale

“Dell’ospedale resterà solo una scatola vuota” parola di Forza Italia che striglia a più riprese il “dannoso e passivo comportamento” dell’amministrazione comunale. Perché il rischio che il SS.Annunziata si traduca in un presidio nuovo, il primo antisismico in Abruzzo ma completamente vuoto è dietro l’angolo.

D’altronde i numeri sono sotto gli occhi occhi di tutti, come ricorda Antonio Menchinelli coordinatore locale Fi, il Pronto Soccorso sotto organico con 3 medici sui 12 previsti, per non parlare degli 8 anestesisti su 15 da carta e il centro trasfusionale rimasto con un medico solo. Ultimo in ordine temporale, il trasferimento di un biologo dal centro analisi di Sulmona mandato in forza all’Aquila, tanto il presidio peligno può rimanere sfornito.

Un nosocomio quello sulmonese ingessato nella maglia troppo stretta del declassamento a presidio di base, nonostante un’orografia nota così come le criticità del bacino montano. Forza Italia vuole parlare con gli atti amministrativi e lo farà attraverso delibere dei comuni del territorio da presentare in Regione per aprire un confronto politico.

“Grande è la responsabilità dell’amministrazione Casini che avrebbe dovuto opporsi all’ennesimo colpo della Regione Abruzzo sull’ospedale peligno, che ha invece salvaguardato i presidi di Avezzano, Lanciano e Vasto”. Tanto più che il famoso tavolo deliberato dalla maggioranza e chi l’ha visto finora.

La decisione tra gli azzurri è chiara, lo fanno presentando il manifesto del diritto alla sanità, “bisogna infromare e lottare – spiega La Civita vice-coordinatore regionale di Fi -, contrastare un progetto sciagurato dopo i contentini che la Regione ha dato qua e là, le illusioni di Popoli e il silenzio di Sulmona” e aggiunge “diventeremo la succursale di Avezzano” domandandosi quale sia la posizione dell’assessore alle Aree interne Gerosolimo.

“Un fatto che riguarda un intero territorio”,  fa sapere Antony Leone che porta il sostegno del Comune di Pratola Peligna,  chiedendo pari sanità, uguaglianza dei servizi, pronto nella battaglia oggi per il SS. Annunziata come tre anni fa per il punto nascita.

Il  sindaco di Raiano Marco Moca, invoca un’inversione di rotta ribadendo i tanti problemi oltre l’ospedale come quelli di tribunale e non ultimo distaccamento della polizia stradale. “Bisogna spogliarsi della casacca e ragionare”, il riferimento all’assessore Gerosolimo e a tutte le istituzioni per dialogare e non permettere che sia la sola ragione dei numeri a determinare le spoliazioni.

La Bianchi torna poi sulla delibera respinta dalla maggioranza lo scorso 3 novembre. “Un manifesto battaglia contro una questione scandalosa” in un ospedale dove, fa sapere, per una radiografia ci vuole oltre un mese mentre ad Avezzano già il giorno dopo è possibile richiederla. Un presidio in cui i medici non vogliono venire per via dell’accorpamento con Castel di Sangro, distante da Sulmona, dal clima e dal tragitto non facile d’inverno, medici non supportati logisticamente che nemmeno la presentano la domanda per il nosocomio di Sulmona.

“Quello compiuto sull’ospedale sulmonese è un atto di sciacallaggio” incalza la consigliera Fi. Intanto restano immutate le condizioni del Cim, utenti senza servizio, senza il cetro diurno e senza sede per inagibilità, “a mancare è la sorveglianza degli amministratori”.  Di questo si parlerà nel prossimo consiglio comunale del 29 novembre.

Da Forza Italia si riparte dunque con una diffusione capillare della temtica e delle criticità della sanità cittadina, una missione da autodeterminare, nelle delibere e nella battaglia, pronti dicono a strapapre alla regione la riqualificazione ad ospedale di primo livello

Anna Spinosa

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