Sindaci sul fronte

Durante l’emergenza incendi sulla quale ancora non riusciamo a scrivere la parola fine, si sono delineati i profili degli amministratori ed il loro modo di vivere il territorio e di affrontare l’emergenza. Nei comuni più piccoli l’emergenza è stata gestita in prima persona, davanti alle fiamme che minacciavano i paesi i cittadini si sono riversati di corsa verso il fronte del fuoco per contenerlo.

È successo a Prezza e Raiano con l’incendio scoppiato domenica 27 agosto dove gli abitanti hanno cercato di domare le fiamme a centinaia. Anche i sindaci hanno imbracciato la pala come Marco Moca che si è unito ai volontari raianesi. Marianna Scoccia, prezzana di adozione e sindaca del paese è stata in prima linea nelle operazioni di spegnimento e nei giorni successivi ha imbracciato anche lei pala e ronca e ha partecipato ai lavori sulla linea tagliafuoco di Roccacasale.

Nella giornata di mercoledì, mentre era impegnato nella stessa tagliafuoco Enrico Pace, sindaco del paese, ha perso conoscenza, lo stress e la tensione di questi giorni l’hanno probabilmente sopraffatto, non fosse altro che il suo comune nel caso in cui il fronte del fuoco riuscisse ad avanzare si troverebbe il paese nel mezzo. Ansia e preoccupazione del tutto giustificate, ma in ogni caso l’assenza del sindaco è stata colmata da tantissimi volontari giunti da tutta la Valle. Anche Guido Angelilli sindaco di Pacentro ha accompagnato le operazioni del Dos sul fronte caldo facendo la spola fra monte e valle dov’era il Coc prima e il Com poi.

Antonella Di Nino è stata la “pasionaria” nei giorni dell’emergenza. Dopo aver avuto l’intuizione della tagliafuoco, lunedì quando la situazione si è fatta critica per le abitazioni della frazione di San Pietro, è stata in seconda linea a coordinare le operazioni con il Dos. Stessa passione che le decine di pratolani hanno dimostrato in questi giorni di apprensione per il loro luogo simbolo: il Colle delle Vacche, fortunatamente scampato alle fiamme. Gruppi spontanei di volontari con pale, ronche e rastrelli in mano hanno partecipato alla costruzione della tagliafuoco prima e della sua difesa poi.

Annamaria Casini invece ha pagato il prezzo di essere un tecnico prestato alla politica, dimostrando sicuramente buon cuore, quando nella drammatica giornata di lunedì, con le fiamme a poche centinaia di metri dalle case della Badia di Sulmona si è recata sul posto, ma oltre quello poco più. Troppo burocrate e poco dinamica è sembrata alle tante persone che in questi giorni hanno seguito l’evolversi degli incendi, come nel caso della gestione dei volontari dove con un’ordinanza richiesta dal prefetto ha trasformato la partecipazione spontanea in un affare per gli amanti delle lungaggini.

 

2 Commenti su "Sindaci sul fronte"

  1. Verace commento, condivido e quoto. OGGI 2-9-’17 MENTRE SONO IN AZIONE DUE CANADAIR dalle 7:30, alle 8:40 è venuta giù una bella pioggia che ha riversato tanta acqua. Si vede che a Giove pluvio si son girate le balle nel vedere da giorni questi incendi che affliggono la nostra valle ed ha inviato il suo miglior pompiere con annessi canadair, dicasi pioggia. Ora la montagna è velata dalla pioggia,i canadair non voleranno in attesa ed alla fine sono sicuro che l’incendio sarà stato spento per sempre. Finalmente,ci voleva proprio. Grazie al DOS Giove,che per l’occasione si è risparmiate le sue saette,inviando solo pioggia ed ha fatto bene.
    Due parole per quanto ha detto di buono la Pezzopane, tra le tante….. Il rimboschimeto non va fatto, a che serve ripiantare alberi se poi immancabilmente vanno a fuoco? Non sono io che lo dico,sono i fatti. Basta sfogliare gli annali dei comuni per rendersene conto. Meglio impiegare il danaro che si andrebbe a spendere per preservare e sorvegliare ciò che rimane. Tanto sul bruciato qualcosa ripunterà sempre,come l’araba Fenice. Saluti a tutti.

  2. Ancora una dimostrazione che negli ultimi anni a Sulmona non siamo stati in grado di scegliere bene i nostri sindaci diversamente di come avvenuto per esempio a Pratola.

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