Snam replica ai comitati: “Infrastruttura necessaria per garantire elasticità di fondo”

Continua la battaglia tra i comitati no Hub del gas, pronti ad una nuova giornata di protesta l’8 dicembre, e la Snam che risponde per le rime alle accuse mosse sulla realizzazione della Linea Adriatica Sulmona-Foligno. Se è vero, come sottolineato dai comitati, che i consumi nazionali di gas stanno diminuendo, Snam dalla sua ribadisce la necessità di conservare e potenziare l’elasticità di fondo delle infrastrutture. Un modo per poter fronteggiare i picchi anche giornalieri della domanda, che in momenti particolari dell’anno possono sempre presentarsi e che occorre poter gestire attraverso infrastrutture capaci di garantire la piena e continua efficienza del servizi.

La fornitura di gas per l’Italia, come ha sottolineato Snam in una nota, ha cambiato baricentro dopo la crisi russo-ucraina. I flussi provenienti da est sono stati ridotti, con approvvigionamenti che ora arrivano dal Nord Africa.

“In particolare – precisa Snam -, i tre gasdotti che ci raggiungono da sud entrando a Melendugno, Gela e Mazara del Vallo, da gennaio a ottobre 2023, hanno fornito insieme il 52% degli approvvigionamenti (vs 45% nel 2022, 37% nel 2021 e 20% nel 2020), volumi a cui occorre garantire – per l’appunto – adeguata capacità di trasporto. Di qui la necessità di un intervento infrastrutturale che aumenti la capacità di trasporto del gas lungo questa direttrice, in considerazione del fatto che i principali centri di consumo e i principali poli produttivi del Paese si trovano al Nord e devono pertanto essere approvvigionati in maniera continua ed efficiente. La linea adriatica, in particolare, consentirà un incremento della capacità di trasporto pari a 10 miliardi metri cubi aggiuntivi all’anno”.

“Gli stessi rigassificatori – prosegue la nota -, contribuendo alla stabilità del sistema del gas e al contenimento complessivo della volatilità del suo mercato, non rappresentano affatto una minaccia per l’ambiente e, semmai, svolgono una funzione essenziale per frenare il crescente ricorso al carbone, un vettore fossile che ha emissioni doppie rispetto al gas naturale e di cui nel 2022, a livello mondiale, si è registrato un consumo record pari a 8,3 miliardi di tonnellate”.

Infine, precisa Snam con riferimento al cantiere di Case Pente, relativo alla realizzazione della Centrale di compressione di Sulmona, la società fa presente che sta operando come da autorizzazioni ministeriali ricevute.

8 Commenti su "Snam replica ai comitati: “Infrastruttura necessaria per garantire elasticità di fondo”"

  1. Elasticità di fondo, però roba da teologia.

  2. Livio Zangelmi | 2 Dicembre 2023 at 09:35 | Rispondi

    Smettiamola con il fondamentalismo ambientalista e facciamo ciò che serve a fare funzionare, nel modo meno invasivo possibile, il nostro Paese

    • I fondamentalisti sono quelli che pensano che continuare a bruciare combustibili usando l’atmosfera come una discarica sia ancora una necessita’. Il secondo gas serra presente nell’aria e’ il metano ed ormai abbiamo un deriva delle temperature verso i 2gradi di aumento. Dai 4 agli 8 mln di anni fa avevamo queste concentrazioni di co2 con un livello dei mari di almeno 10mt superiore all’attuale. Continuare cosi e’ pura follia. Le alternative ci sono e possono sostituire completamente le fonti fossili.

  3. BENE,complimenti per l’articolo.
    È giusto riportare notizie fonte SNAM.

  4. Il comitato dovrebbe leggere il PNIEC e le direttive europee e rispondere non solo sui numeri odierni, ma sugli impegni internazionali e sul piano ufficiale presentato dal governo. Tale piano prevede ad esempio il passaggio delle CER dal 19 del 2021 al 40.5% del 2030 per tutti i consumi finali di energia, inoltre prevede un aumento dell’efficienza con riduzione dei consumi di energia.Quindi e’ il governo stesso che nel PNIEC afferma che il fabbisogno di gas crollera’.

  5. i “figli e i nipoti” di coloro che, dagli anni 60, predicavano la scomparsa della Valle Peligna per mano delle atomiche “nascoste” sotto san Cosimo hanno ereditato l’impegno di menagramo?
    Allora come ora però nessuno di loro ha rinunciato ai benefici di tali tecnologie foriere di tante e tali sventure.
    Oggi tutti seguitano ad assere allacciati alla rete metanifera che altri ” indefessi menefreghisti”, per i rischi fatti correre alla salute e sicurezza pubblica, hanno permesso e permettono che qui mastodontici tubi risalgano la penisola, nonostante la elevantissima sismicità dei loro territori….da Gela a Reggio Calabria e su su a salire…..fino a ju Gransass

  6. francesco.valentini1935 | 2 Dicembre 2023 at 19:41 | Rispondi

    Con tanti Soloni “prosnam” non ci resta che piangere:ecco il motivo per cui siamo finiti in un precipizio senza fondo:attacchiamoci alla …canna:la Snam e’ venuta a colonizzarci facendo proseliti che,girando un rubinetto,finalmente da oggi possono scaldarsi:potenza del progresso!.

  7. Ci stiamo mettendo un bel cappio al collo, una nuova primavera araba e saremo di nuovo nel baratro . Siamo dei tossici e gli spacciatori sono quegli adfidabilissdimi beduini. Per chi non lo sapesse il Portogallo per 15 gg di Novembre è stato alimentato dalle proprie energie rinnovabili. Loro ci hanno creduto e hanno investito da 10 anni a questa parte…… che tristezza sempre gli ultimi

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