Soccorso alpino mobilitato, il presunto disperso: “Volevo solo staccare un pò”

Voleva semplicemente staccare con la solita routine quotidiana e prendersi del tempo tutto per sé. Protagonista di questa particolare vicenda è un escursionista foggiano di 45 anni dato per disperso e alla ricerca del quale è stato allertato il soccorso alpino. L’uomo si era avventurato ieri lungo il sentiero che dal rifugio Pomilio conduce al Monte Amaro, la vetta della Maiella, lasciando il suo telefono spento. Nulla di strano per una persona quotidianamente alla prese con il cellulare a causa del suo lavoro e che ha deciso, di conseguenza, di ritagliarsi del tempo in completa pace e a contatto con la natura.

Non l’hanno pensata così i familiari i quali non riuscendo a sentirlo hanno deciso di allertare oggi i soccorsi del 118 e il e Cnsas con le stazioni di Chieti, Sulmona e Penne, unitamente alle unità cinofile, mobilitate. Una operazione che ha messo in allerta anche la base dell’elisoccorso di Preturo, per un eventuale sorvolo della zona del monte Amaro.

Tanta preoccupazione e un dispendio di energia inutile poiché, poco dopo aver organizzato la centrale per il

coordinamento delle ricerche sulla Majelletta, i soccorritori hanno incontrato l’escursionista sulla via del ritorno. A loro il 45enne ha semplicemente spiegato la sua umana esigenza di evadere un po’.

Certo, il monte Amaro non è assolutamente una vetta da sottovalutare, tutt’altro, ma questo episodio, se da una parte giustifica la preoccupazione dei parenti, dall’altra pone una riflessione non proprio banale: quella del senso del dovere, suggerito dalle nuove tecnologie, di esser sempre e comunque reperibile e, in questo caso, geolocalizzabile a discapito delle proprie esigenze, salvo scomodare  una flotta di soccorritori.

 

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