Sulmona entra nelle zone economiche speciali

L’operazione è stata fatta in quarantotto ore, perché la Regione ha fretta di chiudere il pacchetto, mettere una stella nella legislatura prima che finisca. E così anche Sulmona è entrata a far parte delle Zes, le zone economiche speciali cioè istituite con legge nazionale lo scorso anno e che coinvolgono otto regioni italiane (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia).
La delibera è stata approvata ieri dopo un frenetico lavoro degli uffici che hanno dovuto mappare e individuare i cinquanta ettari da perimetrare, “anche se – chiarisce il sindaco Annamaria Casini – si tratta di una perimetrazione provvisoria che potrà essere oggetto di revisioni e di ampliamenti, anche in base al fatto che alcune zone costiere, a cui sono destinate in modo particolare le Zes, hanno già detto di non aver bisogno di tutto lo spazio loro concesso”.
La presenza di un’area portuale, d’altronde, è una conditio sine qua non, perché le Zes nascono proprio intorno allo sviluppo dei porti e i territori che vi sono collegati devono avere per legge con essi un nesso economico funzionale.
Quale sia quello di Sulmona è tutto da scoprire in questo percorso che comunque si preannuncia lungo: “Non abbiamo specificità particolari – aggiunge il sindaco – e questo può essere un vantaggio perché siamo versatili”.
Ma in cosa consistono le Zes? Nei fatti si tratta di misure di agevolazioni amministrative e fiscali (e non di contributi) che, per almeno sette anni e per un massimo di quattordici, dovrebbero favorire gli insediamenti produttivi, in modo particolari quelli di filiera (ancora da individuare per l’Abruzzo). Insomma procedimenti burocratici alleggeriti e abbattimento delle tasse comunali e regionali a chi decide di insediare un’attività produttiva, ma anche a chi si trova già nel perimetro, nelle aree prescelte.
L’Abruzzo ha una quota di 1.702 ettari da distribuire, al momento sparpagliata qua e là: ci sono le aree dell’ex 107.3c (Atessa-Paglieta, Cupello, Gissi, Montedorisio, Mozzagrogna, San Salvo) e quelli fuori (Avezzano, Carsoli-Oricola, Mosciano Sant’Angelo, Ortona, Pescara, Sulmona-Pratola, Vasto).
A Sulmona-Pratola la mappatura al momento riguarda una parte del nucleo industriale con aree ancora libere ed altre, e questa è la novità voluta dall’amministrazione comunale, con già presenti capannoni in disuso che potrebbero così essere riattivati più facilmente con conseguente minor consumo di suolo.
Non è una panacea, ma comunque un’opportunità in più: se non per farle arrivare, le aziende, almeno per invogliarle a non andarsene.

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