Telefoni e droga nelle carceri: giro d’affari scoperto dalla DDA. Coinvolta anche Sulmona

Mille euro per uno smartphone, duecentocinquanta euro per un telefonino e settemila euro per mezzo chilo di stupefacente. E’ il tariffario applicato da un “service” per far entrare telefoni e droga da consegnare ai detenuti nelle carceri italiane. A svelarlo è la doppia inchiesta portata avanti dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Trentadue le misure cautelari eseguite questa mattina dalla DDA, con la criminalità campana alla regia. Gli episodi accertati dalla magistratura riguardano 19 penitenziari italiani, dal Piemonte alla Sicilia. Il rifornimento sarebbe avvenuto con l’utilizzo di droni che un tecnico avrebbe provveduto a truccare, non solo per trasportare un peso maggiore a quello consentito ma anche per bucare le flay zone, come quelle dove sono i penitenziari.

Un traffico nel quale sarebbe coinvolto anche il carcere di Sulmona, assieme ad altri 18 penitenziari (tra cui quello di Lanciano). D’altronde i segnali erano evidenti: dal sacco contenente otto telefoni, schede sim e droga trovato lo scorso mese nel perimetro carcerario, ai quattro telefonini e strumenti per tatuarsi rinvenuti dietro le sbarre poco più di due settimane fa. Merce che sarebbe entrata all’interno della casa di reclusione, grazie all’utilizzo di droni pilotati a distanza.

Appena un anno fa un agente di polizia penitenziaria, Massimo De Santis, era finito in manette a seguito di una perquisizione, dalla quale erano sbucati tre telefonini introdotti in carcere dall’uomo. L’agente, tornato in libertà lo scorso aprile, si era giustificato dicendo che li aveva acquistati a Napoli perché e che in realtà erano destinati ad amici e colleghi.

Il fenomeno dell’uso di telefonini, ha sottolineato il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, c’è in tantissimi penitenziari italiani e potrebbe essere debellato con l’installazione di disturbatori di frequenze, il cui costo non è eccessivo. Si potrebbe iniziare, ha suggerito Gratteri, proprio dagli istituti più grandi e dove ci sono sezioni di massima sicurezza.

2 Commenti su "Telefoni e droga nelle carceri: giro d’affari scoperto dalla DDA. Coinvolta anche Sulmona"

  1. Ci vorrebbero 100 Gratteri ….onore a lui .

  2. Diciamola tutta
    Appena arrivato gratteri a Napoli si vedono i risultati, so vede che prima di lui non li cercavano….

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