Tredici famiglie multate, l’identikit che non ti aspetti dell’incivile

C’è chi la conservava in casa per giorni e giorni, per poi gettarla per strada, quando andava bene, o dal balcone nei casi più estremi.
C’è quello che i mastelli non li ha ritirati perché non gli andava e chi non lo ha fatto per evitare di essere censito nel ruolo della Tari che non ha mai pagato.
Poi ci sono i pigri impuniti, quelli che è troppo difficile dividere carta e plastica, capire cosa va nell’organico e cosa nel secco residuo, o uscire ogni sera dopo le dieci a poggiare il secchio davanti l’uscio di casa.
Sono tredici finora le famiglie sorprese dalla polizia municipale nell’abbandonare i rifiuti in modo illecito: perlopiù sono stati scoperti tramite un’attività d’indagine sul posto, ovvero aprendo le buste (compito affidato agli operai Cogesa) e risalendo tramite gli effetti personali gettati (carte intestate, lettere, ricette mediche) al loro proprietario.
Non si tratta però, come viene facile pensare, di famiglie in situazione di disagio: nell’elenco, parziale, stilato finora dai vigili urbani ci sono commercianti, casalinghe di “famiglie bene”, dipendenti e persino professionisti. Il vicino della porta accanto, insomma l’amico insospettabile che ti saluta per strada e magari si indigna per un escremento di cane lasciato a terra. Incivili, per racchiuderli in un’unica categoria.
A loro la polizia municipale ha contestato multe a seconda dell’entità dei rifiuti abbandonati, se cioè si tratta di semplice spazzatura per cui la sanzione si attesta sul minimo dei 50 euro, o di rifiuti speciali non pericolosi (i pneumatici ad esempio, che abbondano sempre) ai quali la sanzione elevata fa riferimento alle violazioni intestate alla Provincia e parte da un minimo di 600 euro.
I controlli però sono solo all’inizio, perché la Municipale ha dichiarato guerra a questi incivili, dedicando parte delle poche risorse umane a costanti controlli sul campo.
Perché ora non ci sono più scuse, ora che c’è anche la piattaforma dove si possono gettare gli ingombranti senza dover aspettare il servizio a domicilio, ora che il porta a porta bussa a tutti i numeri civici.
Una lotta senza quartiere visto che gli abbandoni sono stati registrati tanto in zone periferiche come Santa Rufina, quanto in zona residenziali, come in via Lear e via Sardi, fino al cuore del centro storico: sotto i monumenti, agli angoli delle porte e quando va bene nei cestini della raccolta stradale che dovrebbero servire solo per i rifiuti minori.
Il Comune, in verità, anche per questi sta studiando una differenziata cestino a cestino: porta rifiuti cioè con almeno quattro scomparti per differenziare l’immondizia.
Non tanto per quello che si riesce a recuperare, quanto per una questione culturale: perché anche camminando per strada il gesto dovrebbe essere quello istintivo di differenziare quel di cui ci si disfà.

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