Miasmi e tumori in discarica: chiesto l’intervento dell’Istituto Superiore di Sanità

Finirà negli uffici in viale Regina Elena 299, a Roma, la Pec che il sindaco di Sulmona, Gianfranco Di Piero ha scritto ieri, di proprio pugno. L’indirizzo è quello dell’Istituto Superiore di Sanità, organo tecnico-scientifico del Servizio sanitario nazionale che svolge, tra le altre funzioni di controllo, consulenza e documentazione in materia di salute pubblica. Nella mail, protocollata dal Comune di Sulmona in quanto atto ufficiale, il sindaco richiede all’ISS una consulenza mirata all’approfondimento dei miasmi provenienti dal sito Cogesa, in località Noce Mattei, e in particolare al fine di ottenere un’indagine epidemiologica, per la quale la Asl, nello scorso Tavolo tecnico la settimana scorsa aveva alzato le mani, sostenendo di non avere né personale, né competenze adeguate. Una missiva che nasce dalle “intollerabili emissioni odorigene, da parte dei residenti, e dalle condizioni di ansia e preoccupazione a causa del manifestarsi di patologie oncologiche”.

In allegato alla Pec è presente anche la relazione effettuata da ARTA sull’origine dei miasmi che si propagano lungo la frazione Marane di Sulmona, salendo fino a Pacentro. Nell’approfondimento trasmesso lo scorso dicembre, ARTA riportava le cause dei cattivi odori sia a questioni gestionali della discarica (un funzionamento non corretto del biofiltro) sia a condizioni micrometeorologiche (gli scarrabili utilizzati per il conferimento della FORSU), tanto da portare la Regione a fare un diffida scaduta due giorni fa. Il rapporto dell’Agenzia Regionale Tutela dell’Ambiente verrà visionato ora dal presidente dell’ISS, Rocco Bellantone, dal Direttore Generale, Andrea Piccioli e dal Direttore del Dipartimento Ambiente e Salute, Marco Martuzzi. La palla, ora, passa all’Istituto Superiore di Sanità, che vaglierà la situazione prima di aprire un dialogo con l’Ente per risolvere una problematica annosa, che da anni costringe i residenti della frazione sulmonese a barricarsi nelle proprie case, per evitare di respirare quel tanfo nauseabondo e, soprattutto per capire se esiste davvero un’anomala incidenza di tumori nella zona.

Le istanze del comitato composto dagli abitanti delle Marane sono state accolte. Pochi giorni fa, il comitato aveva incontrato il vice sindaco di Sulmona, Sergio Berardi; mentre la scorsa settimana c’è stato il confronto in via Vicenne con il candidato presidente, Luciano D’Amico, che ha parlato di “rischio Bussi bis qualora le falde acquifere fossero inquinate”.

Sul fronte dell’indagine epidemiologica le tempistiche sono molto lunghe. Gli approfondimenti da parte della Asl passano attraverso mappature di migliaia di abitanti, protratte in un lungo periodo di tempo (da 10 ai 20 anni). “Ho chiesto di attivare un tavolo per esaminare la situazione – ha spiegato Gianfranco Di Piero -. E’ un lavoro complesso, non bastano settimane o mesi per portarlo a termine”.

Dalla situazione ambientale a quella gestionale. Giovedì il controllo analogo di Cogesa si è riunito per esaminare la situazione economico-finanziaria della partecipata. Il nuovo amministratore unico, Nicola Sposetti, ha fatto il quadro di una situazione sempre più delicata. Talmente delicata che si prefigurano sacrifici a carico della collettività, vista l’esposizione debitoria che impone un rientro di liquidità. Soldi che, volenti o nolenti, saranno presi dalle tasche dei contribuenti. Importante sarà la riduzione dei costi, non presente nel piano di risanamento ma fortemente voluta dal sindaco di Sulmona. “Andiamo verso un confronto serrato – conclude Di Piero – ma che è nell’interesse di tutti”.

3 Commenti su "Miasmi e tumori in discarica: chiesto l’intervento dell’Istituto Superiore di Sanità"

  1. L’avete creata Voi politici questa situazione.
    Non vi è altra soluzione, se si vuole salvare “ capra e cavoli”, che delocalizzare la discarica in un sito lontano, molto lontano da insediamenti umani e idoneo ad ospitare una mega discarica che vede il conferimento dei rifiuti dell’Aquilano, per di più poco differenziati.
    Diversamente non resta che ridimensionarla al conferimento dei soli rifiuti della Valle, com’era in principio, con quel che ne consegue.
    Basta attendismo e chiacchiere, non passerà ancora molto tempo e molti potrebbero essere chiamati a risponderne nelle aule dei tribunali.
    Agite adesso, poiché un adagio recita che “ Il medico pietoso fa la piaga verminosa“ .
    Quando andrete a mettere le mani in tasca ai cittadini, chiamandoli a ripianare con i loro sacrifici economici, gli errori commessi da una politica distratta e temporeggiante, perderete il loro consenso e la vostra poca residua credibilità.

  2. Il fustigatore | 2 Marzo 2024 at 08:30 | Rispondi

    Pezze a colori che poco servono a fare chiarezza ed assumere decisioni concludenti in merito ad una situazione gestionale di questa società ridotta ad un carrozzone mefitico.
    Di chi le responsabilità?
    Troppo facile chiedere soldi ai cittadini incolpevoli per ripianare i buchi finanziari.

  3. Ha fatto bene il sindaco a chiedere l’intervento dell’ ISS.
    Chiarire subito e se opportuno ridimensionare questa macchina infernale!

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