Accusato di aver ucciso il suocero, ristretto in una struttura specializzata trentunenne di Sulmona

Andrà a processo il prossimo 6 giugno con rito abbreviato, come deciso l’altro giorno dal Gip del tribunale di Sulmona, ma intanto ieri, per Stefano Marcaurelio, trentunenne di Sulmona, è scattata la misura cautelare presso una struttura specializzata, tanto più che secondo la perizia esposta proprio l’altro giorno davanti al Gip, il giovane è incapace di intendere e di volere.

Condizione che probabilmente porterà ad un suo proscioglimento dalla pesante accusa di omicidio preterintenzionale. Marcaurelio, in particolare, è accusato di aver provocato la morte del “suocero”, o meglio del padre dell’allora fidanzata, Filippo Recchione, morto ad aprile del 2019 a 61 anni dopo quasi due mesi di agonia provocata dalle ferite riportate a seguito di un’aggressione subita in casa.

Era l’8 febbraio di cinque anni fa, infatti, quando Stefano Marcaurelio, come lui stesso ammise durante un interrogatorio, si recò a casa del suocero per discutere del diniego che l’uomo aveva dato alla relazione tra la figlia e il giovane. Ne scaturì una colluttazione, nella quale Recchione venne spinto a terra e rimase gravemente ferito, fino a morire il 4 aprile di quello stesso anno in ospedale.

Ieri la polizia, come richiesto dalla procura, ha eseguito la misura cautelare, trasferendolo in una struttura specializzata, in attesa del processo che si terrà tra una ventina di giorni.

1 Commento su "Accusato di aver ucciso il suocero, ristretto in una struttura specializzata trentunenne di Sulmona"

  1. Mah

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