“Acqua a chilometro zero”. Parte il progetto di Santacroce Energie per la sostenibilità ambientale

Il meccanismo è semplice: chi attiverà un contratto di fornitura Luce e Gas e sceglierà di ricevere la bolletta via mail riceverà una card che permetterà di prelevare gratuitamente 4 litri di acqua al giorno presso una delle case dell’acqua presenti sul territorio. Si chiama Acqua a chilometro zero il nuovo progetto che Santacroce Energie mette in campo per ridurre il consumo di plastica e la emissione di CO2 oltre che favorire un risparmio per i propri clienti.

Un comportamento sostenibile che fa bene all’ambiente e anche alle tasche; oltre ad evitare la produzione di 973 bottiglie PET da 1,5 litri per un equivalente di 40 kg di plastica e 143 kg di CO2 infatti il gruppo Santacroce assicura un risparmio di 370 euro l’anno per ogni cliente. Una iniziativa aperta a tutti, a chi ha già scelto Santacroce Energie come proprio fornitore e a chi non è ancora cliente con l’unica differenza, in questo secondo caso, di non poter usufruire della promo dei 4 litri di acqua gratuita al giorno. Aderire è semplice, basterà recarsi agli sportelli del gruppo Santacroce o seguire le istruzioni sul sito internet.

Un progetto in crescita che prevede la futura installazione di altre case dell’acqua, oltre alle tre già presenti a Pratola Peligna, a Ortucchio e a Magliano dei Marsi, per arrivare a 10 entro la fine dell’anno prossimo e, con una maggiore copertura del territorio della Marsica e della valle Peligna, riuscire a coinvolgere gran parte dell’Abruzzo interno in questa piccola grande rivoluzione ambientale.

E per incentivare ancora di più tali virtuosi comportamenti, anche un’altra iniziativa, una vera e propria giornata all’insegna della sostenibilità in cui presso la casa dell’acqua che verrà maggiormente utilizzata dagli utenti sarà erogata gratuitamente acqua per un giorno intero. Un premio che Santacroce Energie periodicamente riserverà a chi dimostra di avere a cuore la sostenibilità ambientale del proprio territorio. Come lo stesso gruppo Santacroce che della sostenibilità ha fatto una missione; “vogliamo creare un impatto sociale e ambientale concreto, unendo l’energia di un’azienda del territorio e delle comunità locali” spiega l’amministratore unico Riccardo Santacroce che invita tutti, clienti e non, a contribuire attivamente alla riduzione dell’impatto ambientale.

6 Commenti su "“Acqua a chilometro zero”. Parte il progetto di Santacroce Energie per la sostenibilità ambientale"

  1. Scusate ma allora quella che esce dal rubinetto come dovremmo chiamarla? Senza manco spendere la benzina per raggiungere queste “casette” Tra l’altro 1 litro del rubinetto costa 0,004€

  2. Da noi va benissimo anche l’acqua del rubinetto,quando e quanta ne vogliamo,grazie

  3. Fatemi sapere quali sono i vostri comuni di residenza.
    Verrò ad attingere acqua frizzante dalle vostre fontanelle.

  4. Approfitto di questo argomento per scrivere cose non direttamente legate alla notizia,ma…inerente ad alcuni commenti. L’acqua di rubinetto è la più controllata e meno dannosa per l’ambiente ( non è contenuta in plastica, non viaggia su camion per centinaia di chilometri…). Quando la chiedo nei ristoranti quasi sempre mi sento rispondere che “non possono fornirla” con le giustificazioni più fantasiose, perfino qui a Sulmona dove l’acqua è ottima e giunge da sorgenti vicinissime. In realtà il ristoratore non ha obbligo di fornirla ( ma almeno per rispetto di un cliente che sta per lasciarti 30 euro..) ma, di certo, non gli è vietato: mi sono sentito rispondere, in varie parti di Italia ” c’è un divieto della ASL”( ma chiesto di vedere un qualsiasi documento…non lo trovavano), ” durante il percorso da cucina a tavolo nella brocca può cascare qualcosa” ( nei piatti, no?), ” se lei si sente male non c’è tracciabilità e noi siamo responsabili”(la tracciabilità conduce all’acquedotto comunale e, dunque, al Comune che effettua controlli molto rigidi e previsti per legge). Insomma, va bene che una bottiglia di minerale costa circa due euro, ma.. preferiscono perdere un cliente! Alcuni ristoranti si sono attrezzati con filtri al rubinetto ( e l’acqua comunque si paga)…se non altro, però, sono meno dannosi all’ambiente. Chi vuole ha diritto a bere minerale, ma perchè negare il diritto a chi vuole acqua “in brocca”? Il mio consiglio a chi vuole bere acqua di rubinetto ed ha cuore , in generale, l’acqua pubblica è di chiedere esplicitamente, al momento di una prenotazione ad un ristorante, se verrà fornita acqua di rubinetto altrimenti….cambiare locale. Guido

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