“Batterie scariche” per la Comunità energetica: corsa contro il tempo per non “staccare la spina”

Martedì prossimo ci sarà l’incontro pubblico, anche se nessuno ancora lo sa: la comunicazione, infatti, non è arrivata neanche ai circa sessanta che hanno risposto alla manifestazione di interessi dello scorso anno. Di tempo, d’altronde, non ce n’è molto, perché la Comunità energetica del Comune di Sulmona rischia di rimanere scollegata dai finanziamenti. Un ristoro per venti anni a chiunque ne faccia parte, sia esso produttore che consumatore (ovviamente in proporzioni diverse). Entro agosto, infatti, si dovrà costituire formalmente il soggetto giuridico, verosimilmente una cooperativa, per evitare che gli impianti già censiti vengano esclusi dai benefici. La normativa, in continuo cambiamento, ha infatti stabilito che dopo questa data, potranno aderire alle Comunità energetiche solo gli impianti allacciati dopo la costituzione della Comunità stessa. In altre parole, solo per restare nella dotazione del Comune di Sulmona, rischiano di rimanere fuori dal “contatore”, tra gli altri, gli impianti della scuola Serafini e quello delle Capograssi (che da soli dovrebbero essere di circa 50 Kw). In realtà tra impianti da fare e impianti già fatti, solo il settore pubblico è in grado di sviluppare circa 600 Kw, che si dovrebbero aggiungere agli oltre 500 Kw già messi a disposizione dai privati e che rischiano anche questi, se l’atto non sarà fatto entro agosto, di perdere gli incentivi. Soldi che, tra l’altro, andrebbero in parte destinati ad utilità sociali, oltre che a sconti in bolletta: dovrà essere la stessa Comunità a decidere quale destinazione dargli: dal sostegno alle attività culturali, all’aiuto alle famiglie meno abbienti, ai progetti di educazione ambientale.

Eppure Sulmona non era all’anno zero, anzi: più di un anno fa, quando fu indetto l’avviso pubblico per la manifestazione di interessi, quella del capoluogo peligno si presentava come la prima grande realtà della regione. Ad ottobre dello scorso anno, anzi, venne affidato alla società EnGreen di Roma, per un importo di 24mila euro, lo studio di fattibilità tecnico economico e di assistenza. Studio che la società ha pronto da diversi mesi, ma che non è riuscita ancora neanche a presentare.

“Abbiamo subito un po’ i continui cambi della normativa e un po’ il cambio di giunta – spiega la responsabile del progetto, Micaela D’Ambrosio – ma abbiamo comunque concluso lo studio di fattibilità e anche l’idea di forma giuridica e dello Statuto. Se verranno confermate le manifestazioni di interesse che sono state presentate, a Sulmona saremo in grado di attivare oltre 1 Mgw di potenza, energia che verrà poi distribuita a chilometro zero, nello spirito, appunto, della Comunità energetica. Non bisogna però perdere ulteriore tempo”.

3 Commenti su "“Batterie scariche” per la Comunità energetica: corsa contro il tempo per non “staccare la spina”"

  1. Ancora non lo avete capito che questo governo boicottera’ tutte le prosposte del governo precedente ?
    Il trucco ??? Cambiare le regole mille volte creare malcontento e far ricadere la colpa su chi ha fatto la norma .
    Vedesi super bonus ecc ecc …..
    Svegliatevi …..e cambiate canale che rete 4 vi fa male .
    Buona giornata

    • commento da applausi….
      l’unico scopo di questo governo in perenne campagna elettorale è screditare i 5 stelle…
      E ci sono riusciti ma a scapito della povera gente,
      Che caxx il super bonus proprio mo che ci stava a mette le mani la povera gente lo dovevano bloccare???? e se ci sono troppe truffe perchè non errestano i truffatori ???….tanto a qualche altra parte chi truffa ruba sempre….solo che ora non sappiamo dove.
      Ha fatto piu danno chi lo ha gestito cambiando la legge mille volte che chi lo ha ideato….vergogna

  2. Maestra, è colpa sua! | 30 Maggio 2024 at 10:38 | Rispondi

    In ogni caso per eventuali alluvioni, siccità, disastri naturali, si può sempre dare la colpa alla sinistra.
    Ormai il ritornello è adatto per qualsivoglia evenienza e si adatta per ogni circostanza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo mail non verrà mostrato.


*