Blitz razzista, restano in carcere i due responsabili

I giudici non cambiano posizione, gli indagati con il loro interrogatorio non convincono il gip, Daniele Sodano, neanche un po’ e Serafino Di Lorenzo, 39 anni di Sulmona, e Nicola Spagnoletti, 46 senza fissa dimora, restano in carcere.
L’accusa è e resta quella di tentato omicidio con l’aggravante dell’odio razziale, per aver cioè tentato di uccidere un migrante del Gambia di 23 anni la sera del 12 giugno scorso, dopo aver fatto un’incursione nell’ex centro di accoglienza della Casa Santa dell’Annunziata.
Una coltellata inferta da dietro sul fianco del giovane migrante che poco prima aveva disarmato uno dei due aggressori della pistola scacciacani (senza tappo rosso di protezione) con la quale alcuni ospiti della struttura erano stati rinchiusi nel bagno e minacciati.
I due ieri avevano negato il movente razziale del blitz sostenendo di aver compiuto il gesto per questioni di droga e per uno di loro, Serafino Di Lorenzo, il suo avvocato Alberto Paolini, aveva chiesto la scarcerazione o comunque una misura cautelare meno affettiva.
Il giudice per le indagini preliminari, tuttavia, non ha evidentemente creduto alla loro versione dei fatti (che si è contraddetta in alcuni punti) e continua a ritenerli socialmente pericolosi, anche se ormai di quel centro di accoglienza in città non c’è più traccia. Ci sono però altri immigrati ospitati all’ex Europa Park Hotel e secondo il giudice è meglio tenere in galera i due.

3 Commenti su "Blitz razzista, restano in carcere i due responsabili"

  1. Notizia del migrante ospite a Sulmona e preso dalla Finanza? Notizie?

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