Caso Cirilli, tra chiarimenti e amarezza: “Sulmona mi ha fatto perdere la faccia”

(ph Centroabruzzonews)

Il sindaco risponde su Facebook, ma non risponde al telefono, su quello che è ormai il “caso Cirilli”: la figuraccia, per usare un eufemismo, che ha sancito il divorzio tra l’artista sulmonese e la sua città e la fine, o meglio il trasferimento, del Premio amorosi sensi a Monza. Il primo cittadino si preoccupa di far sapere che il Comune ha stanziato regolarmente la “stratosferica somma” di 3mila euro come richiesto dall’associazione Insieme Semplicemente e che lei insomma è a posto con la sua coscienza, che “è stato un progetto d’amore e di amicizia che ha sortito un grande successo” e ancora che “Sulmona di tutto ha bisogno fuorché di ulteriore gratuito acredine, spero di cuore che il tutto venga chiarito al più presto”.

Qualche chiarimento, in effetti, c’è da fare: come ammette il presidente dell’associazione Insieme Semplicemente, Anselmo Colarossi, “i fondi della Fondazione Carispaq sono stati regolarmente erogati (6,5mila euro), così come quelli del Comune (3mila euro). E noi come associazione organizzatrice, la Metamorphosis ha sostenuto con patrocinio gratuito non essendo ente erogatore, – spiega Colarossi – abbiamo provveduto a pagare i rimborsi spese dei collaboratori di Cirilli e le spese di gestione (service luci e audio, ecc). Il cachet di Cirilli non era previsto”, dice Colarossi, che ringrazia anche l’Aias per “la donazione delle statue di Ovidio” date come premio ai vincitori, ma che la stessa Aias, dice il presidente Sante Ventresca “sta aspettando ci vengano pagate come ci era stato promesso. Trentaquattro lavori – spiega Ventresca – che i ragazzi disabili si sono impegnati a fare in poco tempo e che ci sono costate mille euro”.

(foto centroabruzzonews)

Chiarito che la Fondazione Carispaq abbia fatto il suo dovere “deliberando e liquidando una richiesta – spiega l’ex consigliere di amministrazione, Armando Sinibaldi – in pochi giorni”, resta da capire perché non tutti gli accordi siano stati rispettati. Se i soldi promessi erano di più di quelli poi concessi, insomma, o se siano stati fatti male i calcoli. Che non fosse previsto il cachet per Cirilli, infatti, è lo stesso Gabriele a smentirlo categoricamente, con una lettera che proponiamo in coda integralmente e che, al di là dei soldi, coglie e racconta bene qual è la vera questione, che non è economica, quanto di politica culturale. “Sulmona mi ha fatto perdere la faccia con le persone con le quali avevo preso un impegno, parlo sia degli artisti che del pubblico”, dice Gabriele nella sua lettera, nella quale conferma sostanzialmente la sua amarezza per essere stato abbandonato dalla città, da chi gli aveva promesso sostegno economico e politico. Altro che “acredine”, insomma, oltre agli alimenti, in questa strana “storia d’amore” è mancato il corteggiamento, l’anello, e dopo la dichiarazione, nessuno si è presentato all’altare.

la lettera di Cirilli

Breve premessa: Sulmona è sempre stata nel mio cuore e per me ha sempre rappresentato un motivo di orgoglio.
Ho sempre cercato di portarla in alto nominandola tante volte quante io sono apparso in televisione. E non sono poche e in ogni contesto, parlo ovviamente di tutti i più importanti programmi del palinsesto televisivo.
Tutto è cominciato in occasione del Bimillenario di Ovidio, quando sono stato chiamato come testimonial della ricorrenza e per un intero anno ho promosso in Italia Ovidio e Sulmona.
Sono riuscito nell’intento anche grazie alla preziosa collaborazione del mio ufficio stampa Daniele Mignardi.
Il mio impegno come ripeto testimonial si concludeva con un evento che si è svolto in piazza Garibaldi il 16 agosto 2017 nell’ambito di questa stessa serata ho pensato ideato e voluto un premio chiamato “d’amorosi sensi” a ricordo e testimonianza.
E già in quella prima edizione ho ottenuto risultati inaspettati ma sperati.
Da lì è partita l’idea di creare un appuntamento annuale ad hoc per Sulmona e dedicato sempre al poeta: Premio Ovidio d’amorosi sensi con unico tema l’amore.
A parole ho avuto subito il sostegno di coloro che mi avevano proposto come testimonial e che avevano richiesto lo spettacolo garantendomi la continuità del progetto.
Invece sono stato subito da questi abbandonato.

Ma avendo io promesso alla cittadinanza una seconda edizione e dovendo difendere la mia immagine, ho coinvolto l’associazione San Francesco di Paola nella persona di Anselmo Colarossi con il quale abbiamo organizzato il tutto nel senso che io mi sono occupato della parte artistica e lui della parte logistica/organizzativa/economica.
Nel prospetto era stabilito un compenso per il sottoscritto del tutto al di sotto del mio normale cachet e decisamente inadeguato a coprire quattro mesi di lavoro oltre ai viaggi con accompagnatori a mie spese Monza-Sulmona per almeno tre volte.
Ho coinvolto i miei amici Flavio Insinna e Lorena Bianchetti che molto carinamente si sono prestati per l’occasione, ci tengo a sottolineare che Flavio Insinna non ha voluto neanche un rimborso spese: solo la promessa da parte mia di coinvolgerlo nella terza edizione da me praticamente garantita.
La stessa Lorena Bianchetti si era detta entusiasta di presentare anche le edizioni successive.
Oltre loro ho coinvolto Nicola Nocella artista cinematografico nato con Pupi Avati e che in questo momento sta girando il film di Zalone, Cinzia Leone, e tanti altri artisti di carattere nazionale ai quali è stato garantito solo il rimborso spese.
L’evento avrebbe avuto un costo decisamente alto se non fossi intervenuto personalmente: questo lo sottolineo.
E’ chiaro che per sostenere i costi come service, allestimento palco e noleggio sedie, ufficio stampa, viaggi di tutti andata e ritorno, alcuni con accompagnatore, vitto e alloggio e chiaramente il mio fantomatico cachet, Anselmo Colarossi ha richiesto l’aiuto di alcuni sponsor, grandi o piccoli che fossero, di un minimo contributo comunale, che non ha coperto neanche l’allestimento del service, e di un contributo di due fondazioni già citate nell’articolo. Con tutti questi sponsor e fondazioni io non ho mai avuto a che fare nel senso che, ripeto, io mi sono occupato solo della parte artistica.
Lo show-evento ha avuto una risonanza tale che sia durante la stessa serata davanti a 5000 persone proprio uno dei presidenti di una delle due fondazioni citate sopra è addirittura salito sul palco strabiliato dalla vista di tanto pubblico e ha annunciato la terza edizione garantendo il sostegno economico della sua fondazione per gli eventi futuri.
Questo stesso sostegno sempre dalla stessa persona era già stato assicurato in conferenza stampa.
Lo stesso aveva fatto il sindaco, elogiando la mia iniziativa e la mia dedizione per Sulmona, davanti a un tale spiegamento di giornalisti e televisioni.
Mi ricordo anche le parole esaltate della Casini che voleva “portare Sulmona a grandi livelli come tu Gabriele stai tentando di fare già da molto tempo”.

Questo è riportato ovunque quindi non mi sono inventato nulla.
Passano mesi e spariscono tutti.
Oltre ad aver perso uno spettacolo piacevole, vario e dai costi contenuti Sulmona mi ha fatto perdere la faccia con le persone con le quali avevo preso un impegno parlo sia degli artisti che del pubblico.
E, antipatico da ripetere ma importante tener presente, ad oggi io non ho ricevuto neanche quel minimo compenso pattuito. Oltre il danno anche la beffa.
E’ chiaro che le parole riportate sull’articolo erano dure e piene di amarezza e delusione.
Spero di essere stato chiaro e di aver fatto luce su un’altra pagina triste di questo paese che in passato ha già perso il Festival dei due Mondi.

Dovete sapere che l’immagine per un artista è tutto e ho sempre cercato di mantenerla alta e pulita per quanto non è sempre facile.
ad maiora
Gabriele Cirilli

3 Commenti su "Caso Cirilli, tra chiarimenti e amarezza: “Sulmona mi ha fatto perdere la faccia”"

  1. manola amoroso | 22 Agosto 2019 at 2:42 am | Rispondi

    ..e che dire a quelle persone che hanno partecipato attivamente alla realizzazione del bimillenario ovidiano realizzando performance e altro senza ricevere alcun compenso dovuto?

  2. Quindi in sostanza, parrebbe restar fuori il cachet per Cirilli.
    Per le promesse di future edizioni non mantenute e le figuracce professionali rimediate con i colleghi, purtroppo non c’è nulla da fare.
    Non è il primo “illustre” bidonato da parte della “città di cultura” e non sarà nemmeno l’ultimo.

  3. ma che città di cultura. sembra più la città dei parrucchini e dei servili di turno! città dell’immondizia di tutti e dell’opaca gestione degli enti. servono minimo 30 anni affinchè sulmona si riprenda.

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