Centrale unica, divorzio tra Pratola e Sulmona

Sarà la lentezza di Palazzo San Francesco, che comincia a mietere insuccessi anche oltre i confini comunali, o l’ennesima prova di forza politica nell’arena peligna, fatto sta che Pratola  uscirà dalla convenzione che vede i due Comuni più grandi uniti nell’ambito della Centrale Unica di Committenza (Cuc), organismo che si occupa della gestione delle gare ad evidenza pubblica. O comunque questa è l’intenzione che dovrà essere ratificata durante il prossimo consiglio comunale pratolano. Sulmona resterà, dunque, sola, come non si conviene ad una città capofila, il ruolo che dovrebbe rivestire sul territorio.

Diplomaticamente parlando il sindaco di Pratola, Antonella Di Nino, non l’ha messa proprio in questi termine evidenziando, però, la sua esigenza di muoversi in tempi celeri. “Sulmona è una città grande-spiega la prima cittadina-, non può preoccuparsi di tutto. Non vogliamo essere una zavorra” ha aggiunto la neo sindaca che ha pensato bene di affidarsi a qualche altro soggetto. Ed è qui che spunta l’associazione dei Comuni Terre dei Peligni che “essendo una realtà molto più piccola- ha aggiunto la prima cittadina- ci potrebbe garantire tempi diversi”. Una scelta che, tra le righe,  non si spiega non sia stata presa prima, quindi “avendo la possibilità di tornare sui nostri passi, ne stiamo facendo uno indietro”.

Informata la Casini, sono stati già due gli incontri tra le premières dames, e con la giunta al lavoro per la delibera, il prossimo passo ufficiale sarà portare l’argomento in Consiglio comunale il prossimo 28 luglio. La scelta della Di Nino, però, potrebbe restare solo un’intenzione se Terre dei Peligni dovesse votare contro l’ingresso del nuovo partners. Possibilità che, visti i nuovi scenari politici della Valle Peligna (vedi Cogesa), potrebbe non essere così scontata. Sulmona, tra le altre cose, rimarrebbe in una situazione alquanto difficile considerata l’obbligatorietà per i Comuni non capoluogo di provincia di essere convenzionati con altri per procedure di questo tipo, ciò potrebbe indurre, chissà, la Casini a subentrare a sua volta nell’unica unione dei Comuni sul territorio.

Una volta espressa la volontà del Comune pratolano, quindi, la parola passerà alla conferenza dei sindaci di Terre dei Peligni che dovrà votare la richiesta. L’eventuale approvazione sarà ratificata dal Consiglio dell’unione e successivamente passerà di nuovo per il consiglio comunale di Pratola. “Non dovrebbero esserci problemi- ha commentato il presidente di Terre dei Peligni e sindaco di Raiano, Marco Moca-. Il nostro obiettivo è da sempre dare la possibilità a tutti di aggregarsi a noi. L’ingresso di Pratola comporterà un aumento del carico di lavoro, ma è un onore che un Comune più grande voglia collaborare”.

Nella Cuc Terre dei Peligni, d’altronde, sono subentrati da poco anche Campo Di Giove, Cansano e Castel di Ieri.

 

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