Centro anziani ai ferri corti: “Bloccate le elezioni”

Il clima è infuocato a pochi giorni dal voto, tant’è che un gruppo di soci del Centro sociale anziani ha chiesto formalmente al Comune l’altro giorno, e per la seconda volta, di annullare le elezioni e chiarire regole e regolamenti a cui attenersi per il rinnovo del comitato di gestione.
E’ successo infatti che il 22 settembre scorso il presidente in carica Giacomo Spinosa ha portato nel direttivo un regolamento per disciplinare il voto nel quale si vieta ai soci con rapporti contrattuali e a quelli legati da rapporti di parentela e affinità di essere eletti.
Una dirimente che non è solo di forma, perché alla carica di presidente aspira anche Luigi Velluto, gestore del bar del Centro anziani che qualche anno fa ebbe un duro scontro proprio con Spinosa sulla gestione della struttura e che, secondo il nuovo regolamento, sarebbe ineleggibile.
La fronda, però, non è solo personale, perché il Centro anziani, che conta ben 340 iscritti, è praticamente spaccato tra quelli che vengono definiti del “club”, cioè i sostenitori del presidente uscente e quelli che invece non sono autorizzati, pur essendo parte del direttivo, a ritirare neanche una raccomandata. E poi un fiume di polemiche e divergenze sulla gestione degli spazi, sulle attività svolte, sull’uso che si fa della struttura.
Insomma una terza età ai ferri corti che il prossimo 16 novembre dovrebbe eleggere parte del suo nuovo direttivo con l’indicazione di sette consiglieri a cui si aggiungono i tre nominati dai sindacati, i due dal Comune, oltre al sindaco o a un suo delegato.
Sì perché il Centro anziani, che occupa una struttura pubblica (la ex caserma Pace), non è un organo che può autodeterminarsi senza criterio, ma è legato a doppio filo con il Comune e, in quanto tale, ogni regolamento, sostengono i firmatari della lettera, dovrebbe essere sottoposto e approvato dal consiglio comunale.
Ma c’è di più: nel verbale di approvazione del regolamento si parla di unanimità, ma più di un socio presente al direttivo dichiara di non aver votato assolutamente a favore di questo documento e tanto meno di aver firmato il verbale che, in effetti, risulta sottoscritto solo dal presidente Spinosa e dalla segretaria.
“Lo hanno votato tutti – si difende Spinosa – ho i testimoni e la firma sul verbale per prassi non la mettono tutti”. Oltre, Spinosa, non va: “Ho dato tutto l’incartamento al Comune – spiega – sarà l’amministrazione comunale a decidere se annullare le elezioni o se farle svolgere regolarmente”.
Elezioni che in realtà avrebbero dovuto tenersi lo scorso anno, perché da Statuto le cariche vanno rinnovate ogni volta che cambia l’amministrazione comunale. Ma è anche vero che lo Statuto prevede una serie di articoli che non sono mai stati rispettati, come quello, ad esempio, che ogni mese la cooperativa Nos (che prima aveva la gestione del Centro) dovrebbe redigere una relazione sull’andamento del Centro ed essere responsabile dell’uso di spazi e attrezzature.
L’assessore al Sociale, Mariella Iommi, sostiene che “il regolamento è stato votato all’unanimità e non c’è bisogno che passi per il consiglio – spiega – perché è un atto interno all’associazione”, ma gli esperti consultati dai firmatari della lettera sarebbero di tutt’altro parere.
E la questione rischia di arrivare sui banchi del tribunale. Perché le polemiche non vanno mai in pensione.

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