È stato il sindaco di Sulmona, Annamaria Casini, a ratificare con un documento ufficiale firmato da altri dodici sindaci l’ordine imposto dall’assessore regionale Andrea Gerosolimo che sul Cogesa aveva già lanciato la sua opa prima delle elezioni e che il voto di ieri ad Avezzano ha rafforzato.

I sostenitori del presidente uscente Giuseppe Quaglia avevano tentato di trovare una mediazione o almeno di ottenere un rinvio, presentando tra l’altro un documento firmato da venticinque dei sessanta Comuni soci: in vista delle elezioni all’Agir e soprattutto degli scenari regionali cambiati (a partire dall’Aquila) avevano chiesto di rimandare l’elezione di un mese circa.
Ma niente i gerosolimiani non hanno concesso spazio, forti dei numeri dati dalle quote assegnate all’interno dell’assemblea (dove Sulmona vale da sola duecento voti) hanno lanciato così il guanto di sfida, cooptando anche quei sindaci tradizionalmente di centrodestra (da Campo di Giove ad Anversa) a cui fa riferimento Quaglia.

Una società che ha perso, neanche a farlo apposta, o forse sì, proprio oggi il ricorso presentato al Tar contro l’affidamento ad un’altra società fatto dal Comune di Prezza di cui è sindaco la moglie di Gerosolimo. Affidamento legittimo ha momentaneamente stabilito il tribunale amministrativo che ha respinto la richiesta di sospensiva, fissando l’udienza di merito a novembre e condannando lo stesso Cogesa al pagamento delle spese processuali.

La rottura degli accordi politici e istituzionali, ora, potrebbe complicare tutto; con molti Comuni pronti a scegliere strade alternative nella gestione del servizio come ha fatto Prezza.
Per la società Cogesa potrebbe insomma essere l’inizio della fine.
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