Contratti di fiume al “delta” di Sulmona

Si è conclusa ieri all’Hotel Meeting a Sulmona la VI assemblea regionale Abruzzo dei Contratti di fiume. La Regione riprende in mano uno strumento pensato circa venti anni fa con il fine di riqualificare in un’ottica eco sostenibile il grande patrimonio fluviale del nostro Paese.  Rimasto nel cassetto fino al 2019, oggi il Contratto di fiume torna a far parlare di sé, attraverso tutti coloro che ne sono i protagonisti: dai sindaci, ai tecnici, ai politici e portatori di interesse in un progetto che, finalmente, pare concretizzarsi. Con il contributo del coordinatore del Tavolo nazionale Massimo Bastiani e del vice presidente della Regione Abruzzo Emanuele Imprudente, si è voluto approfondire un dibattito già in corso su quello che le Regioni Italiane possono e devono fare per connettere i contratti di fiume alla programmazione nazionale e comunitaria 2021/2027. E proprio in tal senso, forte del suo patrimonio fluviale e lacustre, l’Abruzzo può giocare un ruolo di regione pilota a livello nazionale, sia per gli atti adottati quanto per le politiche finora assunte.

In vista dell’assemblea del Tavolo nazionale dei contratti di fiume prevista il 12 e 13 dicembre a Napoli, ieri si è voluto tirare le fila di un discorso che dalla progettualità si avvia verso la fase di realizzazione di tutte quelle opere che pongono al centro il fiume come una vera e propria infrastruttura, al fine di restituire all’acqua del territorio quel valore paesaggistico, culturale, aggregante ed economico che gli appartiene. Come fare tutto questo? Il dibattito ha voluto fornire una direzione, anche grazie alle esperienze riportate dalle comunità capofila che già hanno sottoscritto i sette Contratti di fiume stipulati in Abruzzo e che si pongono quali privilegiati interlocutori per il futuro. Comunità territoriali che hanno saputo cogliere l’occasione di concordare insieme modi e tempi per una manutenzione idraulica, sostenibile e periodica dei loro fiumi, laghi e bacini, usufruendo dei 10 milioni di euro stanziati dalla Regione Abruzzo, una parte dei 300 milioni provenienti dalla Comunità Europea. Risorse messe a disposizione del Contratto di fiume in un’ottica più ampia, che guardi all’ambiente nel suo complesso, e porti al recupero di habitat degradati, alla riduzione di pesticidi e alla salvaguardia delle fonti idrico-potabili. “La Regione Abruzzo ci crede” afferma Imprudente e con essa anche quanti, con coraggio ed entusiasmo continuano a portare avanti il confronto.

2 Commenti su "Contratti di fiume al “delta” di Sulmona"

  1. Manutenzione idraulica ovvero cemento. Per cortesia non fate danni e lasciate le canne lungo i fiumi è la cosa migliore!
    Investiamo i soldi in istruzione e sanità
    Grazie

  2. bene,emilia-romagna e marche non bastano,non hanno insegnato nulla,le opere del nulla per generare ritorni economici, per chi? L’acqua del territorio abruzzo e’ dispersa dal sistema idrico,circa il 60%, i rapporti,analisi,studi,approfondimenti ecc, soluzioni incluse sono in chiaro in rete,quindi le tavole rotonde non servono,cosa fare ? Basta chiederlo al CIRF,Wetlands International Europe,freeflowingrivers.eu,DQA,loro sanno perfettamente problematiche e soluzioni,le chiacchiere dei politiciatroni e loro indicati solo per dare a credere,e basta,o no?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo mail non verrà mostrato.


*