Crisi a Palazzo: tempo scaduto

Il tempo è scaduto, andato. Il fine settimana passato. E una giunta non c’è ancora, neanche una maggioranza. Non sulla carta e neanche nelle chiacchiere.

La previsione del sindaco di Sulmona Gianfranco Di Piero di ricomporre la squadra di governo entro ieri è fallita, ma anche l’impegno a risolvere la crisi in qualche modo. In qualunque modo. Fosse anche quello di alzare bandiera bianca.

Il cronoprogramma, certo, è saltato dopo la conferenza stampa inattesa della consigliera Teresa Nannarone, che mercoledì scorso, a meno di ventiquattro ore dal suo lungo colloquio con il sindaco e un passaggio che sembrava cosa fatta, ha tirato i remi in barca, facendo saltare tutti i piani.

Al sindaco, ora, non resta che tentare la carta di una sua giunta, senza la mediazione dei gruppi consiliari, nella speranza che in Assise trovi il favore di almeno otto consiglieri.

E su questo, sembra, stia lavorando, senza buttare “il bambino con l’acqua sporca”. Nell’esecutivo immaginato dovrebbero restare Catia Di Nisio (Sbic) e Katia Di Marzio (Libera e Forte) ed esserci tre nuovi ingressi. I nomi, per il momento non ci sono, anche se Di Piero ha in mente una serie di possibilità e chiederà comunque suggerimenti ai 5 Stelle e al Pd, che dall’esecutivo dovrebbero ritirare D’Andrea e Casciani. Resterebbe scoperta, però, al momento, la delega ai Lavori Pubblici. Delega delicata e complessa che richiede competenze specifiche e fiducia da parte del sindaco.

Il tempo, però, è scaduto: le opposizioni hanno fatto formale richiesta di convocazione di consiglio che, Statuto alla mano, dovrebbe essere convocato entro venti giorni (molti meno considerando che la richiesta è stata presentata da quasi una settimana), ma soprattutto non c’è più tempo per le tante cose da fare, alcune particolarmente urgenti.

Tra queste l’approvazione, in consiglio, della variazione del Piano delle opere pubbliche per introitare i 2 milioni di euro che la Provincia ha stanziato per il liceo classico (operazione su cui le opposizioni hanno garantito i numeri) e, ancora più urgente, la variazione di bilancio per dirottare i 150mila euro necessari alla riapertura del parcheggio di Santa Chiara, che con l’arrivo della brutta stagione in giro ci saranno molte meno bici e molte più auto. Operazione, quella del parcheggio, per la quale è necessario che la variazione passi prima in commissione (dove non c’è neanche un presidente), poi in consiglio, per poi procedere ad un appalto verosimilmente a trattativa diretta per eseguire i lavori. Tempi lunghi, insomma, con l’aggravante che, su questo punto, le opposizioni, a differenza del liceo classico, non hanno intenzione di fare da stampella alla maggioranza senza numeri.

Urge dunque una svolta, domani a due anni dal trionfo del ballottaggio.

6 Commenti su "Crisi a Palazzo: tempo scaduto"

  1. A Questi buontemponi della politica sai che gli interessa della chiusura del parcheggio di Santa Chiara e dei problemi che causa!?

  2. Staccare la spina. Basta.

    • Al ciclista e affiliati bisognosi | 16 Ottobre 2023 at 14:38 | Rispondi

      Dall’elenco dei “nomina pluralia tantum”, sostantivi che hanno solo la forma plurale:
      DIMISSIONI.

  3. Chi amministrerà? | 16 Ottobre 2023 at 13:37 | Rispondi

    Piano piano si fece Roma.

  4. È’ vero devono andarsene ma il coniglio che ruggisce non ha le palle per farlo!!

  5. a li circill cardil a chiavavitrill l’arric sappicc a malouda gabon aect fra ma a lu piet ect a lu piet fra

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