Dai fondi persi alla polizia mortuaria, Consiglio pratolano spaccato

I toni sono stati tranquilli per un consiglio comunale che lasciati i banchi tanto tranquillo proprio non è, perché a Pratola la vicenda dei finanziamenti persi non si è sopita, ma non si riesce nemmeno a venirne fuori. Ieri, infatti, il sindaco Antonella Di Nino ha risposto all’interpellanza congiunta, presentata proprio dall’opposizione, circa i presunti 7,6milioni di euro persi per la ricostruzione. La prima cittadina ha ribadito la sua posizione, ossia l’avvenuto invio della lettera di risposta al bando entro il termine del 20 ottobre, in cui si chiedeva una proroga perché sprovvista delle schede progettuali che, a suo parere, avrebbe dovuto produrre la vecchia amministrazione. Richiesta sollecitata, non avendo ricevuto riscontro da Fossa, con mail pec il 22 novembre in cui si fa riferimento alla precedente. Nei fatti, però, della prima missiva non si sa nulla, non si sa dove sia finita. E’ un po’ questa l’obiezione mossa dalla minoranza nel rimarcare il potere di controllo che, tuttavia, doveva esercitare il sindaco nel constatare l’avvenuto invio dal protocollo, al quale la Di Nino conferma di averla passata. In un’ulteriore carteggio, poi, pare che l’ufficio di Fossa abbia assicurato che nessun finanziamento fosse andato perso, mentre l’opposizione ricorda che da Fossa hanno negato l’arrivo della stessa.

“Abbiamo chiesto di dimostrarci la spedizione- dichiara il consigliere di minoranza, Antonio De Crescentiis-, ma al protocollo non

c’è. Inoltre c’è una nota di Esposito in cui si dice che la lettera è arrivata oltre i termini”. Che sia stata inviata, insomma, non è dimostrabile. “Gli atti si dimostrano con la tracciabilità, l’unica è quella del 22 novembre- rincara l’ex sindaco-. Non siamo soddisfatti, abbiamo diritto ad avere dubbi”.

Il consiglio si è spaccato anche sul nuovo regolamento di polizia mortuaria, nel quale viene introdotto anche il principio della “prelazione ereditaria” per i loculi a concessione perpetua. Altro punto contestato da De Crescentiis che ne ha sollevato il principio di “disuguaglianza sociale, mentre in graduatoria c’è chi aspetta uno spazio”. Tale prelazione prevede, infatti, il passaggio del loculo ai parenti con tariffe che individuerà la Giunta in una fase successiva. Ed ancora sono stati votati solo a maggioranza il piano delle opere pubbliche 2018 – 2020, il piano finanziario e la variazione al Dup; mentre Imu, Tasi e Tari restano invariate. “Ciò dimostra che non è possibile abbassarle- conclude De Crescentiis-, e pensare che io per anni sono stato attaccato dall’allora opposizione come il sindaco che aveva le tasse più alte d’Italia”.  Il consiglio ha approvato, infine,  il programma M.I.T.O (modelli innovazione territoriale e occupazione) con Sulmona capofila.

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