A due mesi dalla “grande” crisi la 3G annuncia nuove assunzioni

Nuove assunzioni alle 3G. Nuove assunzioni, ma a tempo determinato. A circa due mesi dall’accordo tra lavoratori e vertici dell’azienda, che ha evitato un bel pò di licenziamenti con la scotto da pagare di unTfr che non sarà erogato per tre anni, ora l’azienda sulmonese leader nelle telecomunicazioni ha bisogno di altra manovalanza.

E’ di ieri, infatti, un comunicato stampa in cui si annuncia, in pompa magna, la ricerca di nuovo personale a partire dal mese di settembre da impiegare nei “settori specialistici di gestione documentale”  sia nella sede sulmonese che in quella molisana di Campobasso.

“Ottima padronanza della lingua italiana parlata e scritta”, “buona conoscenza di una lingua straniera” ed ovviamente l’uso del pc e tutta un’altra serie di capacità e competenze degne di un leader meglio se con una laurea  in discipline giuridico-economiche o in Scienze della Comunicazione.

Per la 3G, insomma, questa apertura “evidenzia l’impegno aziendale a ripartire dopo un lungo periodo di difficoltà generale- si legge nella nota- che ha coinvolto l’intero settore dei contact center e rappresenta un doppio indicatore positivo: da un lato evidenzia la premialità del portafoglio Grandi Clienti per un’offerta sempre più attenta alla Qualità dei servizi erogati, dall’altro si pone come segnale di ripresa occupazionale sul territorio”.

Alla base delle nuove assunzioni c’è una nuova commessa legata ad una società di primaria importanza in Italia. Di più il direttore Carlo Raimondo non si sbilancia, né lo fa sui tempi di tale commessa perchè la speranza che diventi un servizio costante è tanta. Saranno una quarantina le persone,  per iniziare, da impiegare in questo servizio di cui circa una decina formati già tra gli interni. Si tratterebbe di un servizio per il quale sono necessari addetti di qualità per questo la laurea diventa un criterio preferenziale. “Se tutto andrà bene- ha dichiarato Raimondo- il numero del personale potrebbe aumentare”.

Una ripresa che, però, non è proprio come dovrebbe essere. A lanciare un piccolo messaggio è la sindacalista Cgil, Marilena Scimia, convinta del fatto che la crisi di due mesi fa sia stata soltanto  un modo per abbassare il costo del lavoro con “l’accondiscendenza di qualcuno”.

 

 

 

 

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