Editoria e monnezza

La presenza di Franco Roberti, eurodeputato, ma soprattutto ex procuratore nazionale antimafia, a Sulmona il prossimo 28 settembre è un segnale chiaro che il Pd locale vuole lanciare alla città e al territorio. Perché l’isola felice non è più così felice, ma soprattutto non è più un’isola. La mafia dei pascoli, le presenze -legittime e legittimate- di soggetti ex ‘ndraghetisti all’interno di cooperative che lavorano per enti pubblici, gli incendi dolosi di montagne e di mezzi, sono particolari che non possono essere trascurati da un territorio dal tessuto debole. Tra i tanti business possibili, quello più appetibile è però quello dei rifiuti, sul quale si gioca una partita delicata e rischiosa, tanto più perché a Sulmona c’è uno dei pochi impianti di trattamento e una delle poche discariche ancora attivi in Abruzzo. Con tutte le pressioni dovute alle emergenze dei centri maggiori come Roma. Non possono allora passare inosservati alcuni movimenti societari sul territorio che, seppur legittimi, devono porre qualche interrogativo. Perché, ad esempio, è lecito domandarsi il perché un soggetto di Catania, tale Mario Reale, più volte indagato per traffico illecito di rifiuti (l’ultima inchiesta è quella della Dda -direzione distrettuale antimafia- di giugno scorso chiamata Smoking Fields -terreni fumanti- nella quale si contesta a 24 persone il reato di traffico illecito di rifiuti, attraverso l’interramento di compost avvelenato), inventore del sistema di smaltimento Refolo già sperimentato nel 2013 a Roccaraso e oggi in dotazione al Cogesa in attesa di un finanziamento pubblico da 2 milioni di euro, decida di acquistare la metà delle quote societarie di una casa editrice di Pratola Peligna, la Edita (editore di Zac7), cambiandogli nome (M.R. srl) e trasformandola contestualmente, nel maggio scorso, in una società che oltre all’attività editoriale, si occupa della “progettazione, la consulenza, il coordinamento, la fornitura, l’installazione e la manutenzione, di impianti relativi all’edilizia e alla salvaguardia dell’ambiente. Intermediazione di rifiuti senza detenzione”. Tanto più che della Edita era socio proprio Vincenzo Margiotta, attuale amministratore unico di Cogesa, che nella nuova società di editoria e monnezza ha lasciato, con il 50% delle quote, un suo uomo di fiducia, Marco Di Nunzio, già amministratore di Edita dall’agosto del 2017.

7 Commenti su "Editoria e monnezza"

  1. Inquietante…..Sulmona è finita a meno che i Sulmonesi comincino a ribellarsi seriamente.
    se non lo facciamo per noi facciamolo per i nostri figli che prima o poi si troveranno in mezzo a questa merda.

  2. Come hanno fatto a rilasciare una concessione di discarica pubblica in un punto appartenente ai parchi d’Abruzzo e per di più su un area ricca di eventuali pozzi artesiani con una eccellente qualità dell’acqua!? Per lo meno una volta era eccellente acqua ora ci saranno solo veleni e chissà cos’altro nel nostro sottosuolo.

  3. Distruttore Edilizio | 20 Settembre 2019 at 8:39 pm | Rispondi

    Come hanno fatto a costruire le villette a schiera in quel di Via Padre Pio, stile Vesuvio con le case praticamente “sul” monte?

  4. Questo articolo dovrebbe essere in prima pagina

  5. finalmente il giornalismo, quello vero

  6. complimenti al Germe ….l unico giornale online che ancora può permettersi di fare giornalismo
    serio ! che la procura faccia luce .
    storie torbide che Sulmona non merita
    di vivere !

  7. bell’articolo, qualcuno, se ha buonsenso, si farà da parte onde evitare le manette

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