Ex detenuto in Comune, la Bianchi: “Maggioranza trincerata”

A rompere l’imbarazzante silenzio della politica è Elisabetta Bianchi, capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale. Un silenzio diventato assordante dopo che la notizia è stata pubblicata dal Germe ormai una settimana fa, senza che nessuno abbia solo posto un problema di opportunità, più che di legalità. La storia è quella dell’ex detenuto che per conto della cooperativa Creaservice coordina il servizio di vigilanza e guardiania a palazzo San Francesco: un esempio di integrazione e riabilitazione sociale che è entrato fin dentro il palazzo.
“Stride con i principi di trasparenza e lealtà cui una buona amministrazione deve improntare la propria azione, il protratto silenzio dietro il quale il sindaco Annamaria Casini, la giunta e la maggioranza si sono trincerati alla notizia diffusa a più riprese dalla stampa secondo la quale una persona in corso di espiazione pena nella misura alternativa alla detenzione e per questo affidato ai servizi sociali, condannato per gravi delitti puniti con l’ergastolo e risultato esponente noto di una nota famiglia di ‘ndrangheta – scrive la Bianchi – abbia partecipato nella stanza del sindaco a palazzo San Francesco a più di una riunione, quale coordinatore del servizio di custodia e sorveglianza per conto della cooperativa vincente appalto del servizio di sorveglianza e guardiania del Comune di Sulmona, insieme ai rappresentanti sindacali, all’assessore regionale Gerosolimo, allo stesso sindaco, ai rappresentanti dei lavoratori, ai legali rappresentanti della cooperativa perdente appalto e di quella subentrante nello strategico servizio di supporto agli edifici comunali”.
Una riflessione che va oltre il fatto e mette in collegamento alcuni punti e coincidenze della vicenda.
“Desta sicuramente scalpore poi, il fatto che il presidente della cooperativa subentrante al servizio di custodia e sorveglianza sia un familiare di una candidata della coalizione vincente che ha portato a palazzo San Francesco Annamaria Casini. Al di là del percorso rieducativo e di reinserimento sociale della persona in espiazione pena che, non v’è dubbio, sia riconosciuto diritto costituzionalmente garantito – aggiunge la Bianchi -, ciò che lascia perplessi è la appropriatezza della funzione affidata ad un soggetto non completamente restituito alla società civile e che ha dimostrato tutta la vulnerabilità dell’amministrazione comunale. Siamo convinti – conclude l’esponente di Forza Italia -che, alla luce di questo ulteriore imbarazzante scivolone, che aggiunge un altro tassello sulle attitudini di governo del primo cittadino, la maggioranza gerosolimiana debba avviare al più presto, con grande senso di responsabilità e per il bene della città, una discussione approfondita che sappia cogliere il senso mancato della loro buona amministrazione e porvi rimedio con la necessaria severità”.

1 Commento su "Ex detenuto in Comune, la Bianchi: “Maggioranza trincerata”"

  1. bene,brava,per l’interevnto…il dubbio rimane ,quali le ragioni del ritardo ? Nel nostro paesone nessuno svolge con attenzione le proprie mansioni,esercizio,ruolo,lavoro,ecc,tutti negligenti,meglio voluta negligenza… a controllare,vigilare,verificare e’ rimasto qualche giornalista,reporter con la schiena dritta,tutti gli altri fanno finta di niente..o meglio sono prezzolati al servizio del signore di passaggio,fermi al feudalesimo…vassalli,cavalieri
    servi,giostra appunto,o no?
    Tutto regolare nel rispetto delle Leggi? Procura della Repubblica,Anac,Corte dei Conti,Ragioneria Generale,ecc….senso del dovere,rigore,onesta’non chiacchiere ed annunci !

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