Fiera della Neoruralità: pienone per la prima giornata, tra entusiasmo e storie di sostenibilità

Tanto entusiasmo, sorrisi e storie da narrare, quelle dei neorurali che ieri hanno animato per il primo giorno di fiera l’Abbazia di Santo Spirito al Morrone. Ma non solo: sul tavolo del dibattito aperto nella sala Ciampa, oltre ad esempi concreti di sviluppo sostenibile, c’era anche la recente approvazione, da parte del Consiglio dei ministri, del nuovo testo unico forestale che metterebbe a rischio le foreste italiane. Un argomento sul quale è intervenuta anche la neo senatrice Cinque Stelle, Gabriella Di Girolamo, ribadendo la “tutela dell’ambiente” che contraddistingue il movimento ed il lavoro da fare, una volta al governo,  per frenare la legge.

L’ottava edizione della Fiera della Neoruralità, alla quale Il Germe ha dedicata la sua prima puntata di Auf Wiedersehen, ha riscontrato ieri una forte presenza di curiosi ed amanti di questo mondo, arrivati da tutta la regione e dall’Italia, attratti dalla nuova frontiera del vivere e lavorare con sostenibilità. Perchè di lavoro ce n’è tanto, ma portato avanti con entusiasmo nonostante i mille problemi, anche normativi (che attanagliano maggiormente i piccoli artigiani). Del teramano, tra Pineto e Atri, è la storia di Babilhop e Beer Inspired, la

birra artigianale prodotta con luppolo locale e presto integrata con l’orzo, un esperimento associativo nato dieci anni fa per creare birre “veicolate e vincolate” al territorio. In questo senso la fiera diventa quel “contenitore” più volte descritto dall’associazione organizzatrice Movimento Zoè, dove si creano contatti capaci di fare rete e muovere persone in tutto l’Abruzzo per lavoro, promozione, e anche semplice amicizia.

Da Roma è arrivato Paolo Ramunno, presidente della cooperativa Cobragor (Cooperativa Braccianti Agricoli Organizzati) ed unico fondatore rimasto al suo interno. La cooperativa nasce in un periodo di fermento in Italia, era il 1977, quando i problemi erano, seppur con qualche variante, più o meno gli

stessi di oggi: mancanza di lavoro e di attenzione per i giovani. Così un gruppo di ragazzi occupò un’area nei pressi dell’ospedale Filippo Neri e cominciò a coltivarla. Una “protesta” accolta dalle istituzione che affidarono formalmente quella terra a quei giovani nel segno dell’agricoltura sostenibile. Oggi la cooperativa si è aperta ad un ventaglio di servizi didattici e turistici legati alla sua attività originaria proseguendo il viaggio di crescita.

C’è alla fiera Awanagana, un altro esperimento, questa volta editoriale, “un giornale sfuso, provinciale, neorurale e offline”, queste sono le caratteristiche individuate da chi ha redatto questi fogli nati quasi per caso, ma che vorrebbero diventare veicolo del mondo neorurale. E l’artigianato da riciclo, carta su carta lavorata per creare gioielli originali e dalle caratteristiche uniche, sono quelli di Antonella Caprioli, che non butta via niente restituendo ad ogni oggetto, cosa o materiale una seconda vita.

Sono solo alcuni degli esempi delle storie da ascoltare e toccare alla fiera, oggi alla sua seconda giornata di festa con dibattiti, intrattenimento, percorsi di degustazione e altro ancora.

Simona Pace

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