Gianluca De Paolis dice no al Parlamento e scrive a Grillo e Casaleggio

“Se dovessi venire a conoscenza della candidatura in Valle Peligna di una persona di alto profilo sarò ben lieto di fare un passo indietro e rinunciare alla candidatura in Parlamento così come già rinunciai nel 2014 alla candidatura alle Europee”. E’ questo il senso della lettera inviata da Gianluca De Paolis, nome a Cinque Stelle noto nel panorama politico della Valle Peligna, candidato sindaco alle amministrative di Sulmona nel 2013, a Beppe Grillo e Davide Casaleggio. De Paolis, in particolare, mette sul banco degli imputati i criteri di candidatura al Parlamento di “anzianità” e “certificazione pregressa”, che consentirebbe i nomi solo di chi ha all’attivo candidature precedenti. Per l’esponente peligno, però, non devono essere gli unici “Perché- spiega- di figure con alte competenze ce ne sono parecchie, ma si rischia di non candidarle perché non rispettano i requisiti”. Figure attive anche in Valle Peligna e per la quali De Paolis (in virtù della vecchia corsa alle amministrative potrebbe essere un ipotetico candidato) vuole defilarsi.

“Il Movimento 5 Stelle- si legge nella lettera- se vuole avere la fiducia dei cittadini deve selezionare queste figure e, tramite il voto online, metterle in campo affinché gli elettori si sentano rappresentati e rassicurati che chiunque verrà eletto non solo saprà affrontare le problematiche del Paese ma avrà cognizione delle risoluzioni delle stesse grazie ad un background risultante da una propria competenza di altissimo livello.

Il Cinque Stelle, poi, ha fornito a Il Germe una sua lettura sulle probabili motivazioni che hanno impedito alle liste grilline, di Sulmona prima e di Pratola poi, di ottenere il simbolo ufficiale del movimento riconducendole ai ritardi che si sono registrati nella presentazione delle liste rispetto alle scadenze stabilite dai piani alti . Se per Sulmona la lista era stata inviata in ritardo rispetto alla scadenza, per Pratola il problema è stato diverso: la lista minima (con nove candidati) era stata inviata per tempo, mentre l’integrazione con altri tre nomi no.

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