I Parchi acefali diventano due: a quello della Majella si aggiunge il Pnalm

Dopo il Parco nazionale della Majella, un altro Parco acefalo diventerà ben presto quello storico d’Abruzzo Lazio e Molise. Il mandato dell’ex presidente Antonio Carrara, infatti, è scaduto il 17 marzo scorso fermo restando i 45 giorni di prorogatio previsti dalla legge.

Carrara era stato nominato dal ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare d’intesa con le regioni toccate dall’area protetta e con le relative commissioni Ambiente del Parlamento. Certo, se è difficile per quello della Majella trovare una quadra, figurarsi per l’altro che tocca ben tre regioni e quindi altrettanti amministrazioni regionali. L’intesa si complica inevitabilmente. Il problema non sarebbe solo politico, ma anche “strutturale”, laddove vengono ad aversi lacune normative, come potrebbe essere benissimo l’assenza di un Piano del parco, subentrano altre leggi a regolazione dell’ente che poi, di fatto, lo bloccano. Per questo il ministero pare stia puntando anche a riformare tutta la normativa inerenti i Parchi. Affinché, insomma, queste assenze non si ripetano più.

D’altronde anche Carrara rivolge un accorato appello al ministero chiedendo di arrivare alle “nomine dei tanti Parchi da tempo senza Presidenza e a evitare che in questa situazioni si trovi tra qualche settimana anche il Pnalm”. A proposito si sono mosse anche le maggiori associazioni ambientaliste, da Federparchi, Cai – Club Alpino Italiano, Enpa, Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Mare Vivo, Mountain Wilderness Italia, Pro Natura, Touring Club, WWF. La situazione, insomma, si ripete. Uno degli enti più importanti, tra i primi in Italia a tutela del patrimonio naturalistico, resterà a brevissimo senza le due massime figure dirigenziali. Manca, tra l’altro, anche il direttore.

Situazione identica per il Parco Nazionale della Majella: senza presidente, senza direttore. E se, con tutta probabilità, per la presidenza i ritardi sono legati al recente insediamento del nuovo governo regionale (che dovrebbe indicare i nominativi al ministero), per la figura del direttore non si è mossa foglia. La situazione resta quella di qualche mese fa con il presidente facente funzione Claudio D’Emilio in attesa di avere un incontro con la funzionaria del ministero per avere lumi su come procedere nell’iter di scelta della rosa dei tre nomi. “Abbiamo scritto – specifica D’Emilio – ma non ci è ancora arrivata una risposta”.

Il Consiglio direttivo del Parco Majella aveva deliberato ai tempi la sospensione della graduatoria in essere (quella di un precedente concorso) per attingere alla lista nazionale aggiornata delle persone atte ad assumere la dirigenza di un Parco. Poi aveva indicato tre nominativi, lista sospesa dal ministero e che ha portato poi ad un sopralluogo dei funzionari all’interno dell’ente.

A proposito c’era stata anche una interrogazione della senatrice Gabriella Di Girolamo alla quale, anche qui, non c’è stata ancora alcuna risposta.

Simona Pace

 

1 Commento su "I Parchi acefali diventano due: a quello della Majella si aggiunge il Pnalm"

  1. Antonio Rosmini | 20 Marzo 2019 at 18:58 | Rispondi

    Mi domando perché questa doppia figura: il Presidente del Parco e il Direttore.
    Credo che la figura del Presidente potrebbe essere abolita e tutte le competenze dovrebbero ricadere sul Direttore. Il presidente, infatti, è una figura politica, molto onerosa per la collettività e del tutto inutile: in molti casi, oltre i 5000 euro al mese.
    Occorre, invece, un direttore , dotato di competenze tecnico-scientifiche, quali quelle di un laureato in scienze naturali o in botanica.
    Via le poltrone di consolazione per i politici in pensione!!!!!

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