I ritagli di carta e di vita di Anna Pagliara

Lei è una di quelle che amava il disegno sin da piccola, di quelle bambine che disegnano dietro le ante delle finestre e sui muri di nascosto; di quelle che, tornata da scuola, stirava, guardava film e ascoltava la radio, di quelle ragazze che amano l’arte, il cinema e la musica.

Lei è una di quelle che a 24 anni ha lasciato la sua città natale per amore, di quelle donne che non hanno mai smesso di coltivare le loro passioni, che usano i ritagli di tempo e di carta per disegnare, anche il retro dei fogli riportati dal marito dall’ufficio.

Lei è una che nei disegni ci mette la vita e dice: “Io della mia vita non cancellerei niente, ecco perché uso la penna: non ho bisogno di cancellare, non mi importa se commetto errori perché dagli errori della mia vita ho imparato. Ho bisogno di esprimere le mie emozioni ecco perché uso tempera e colla e non i colori a olio. Ci vuole troppo tempo perché si asciughino … è come quando baci una persona, che gli dici ? Aspetta 5 minuti che ti bacio ?”.
Lei è una che nei disegni ci mette i dolori provati: reduce di un trascorso difficile dipinge quadri contro la violenza sulle donne e dice “ogni anno ne disegnerò uno, perché ogni anno avrò qualcosa di nuovo da dire in difesa delle donne, fino a quando non si porrà fine a questa follia”. Per questo dipinge Vittorio De Sica perché lei sostiene che “anche se sembra un Don Giovanni, in realtà difende le donne, le ama e le corteggia con gentilezza”.

Lei è una che disegna Bocelli perché, anche se non vedente, apprezza la vita come lei che ha perso la vista da un occhio ma non si è persa d’animo. Sarà per questo che la mostra inizia con Rossella O Hara di Via col vento, emblema di donna forte e militante, che tutti conosciamo per lo storico “Dopotutto, domani è un altro giorno e si vedrà ” .

Lei è una che nei disegni ci mette l’amore e disegna Massimo Troisi de Il postino e dice:“Leggi la didascalia: Non le ho detto niente, la guardavo e m’innamoravo. È così che è successo a me con mio marito”. Lei è una che nella sua galleria espone una radio e un moderno smartphone perché fermamente convinta che “nella vita bisogna evolversi, cambiarsi e rinnovarsi, imparando dal passato e sperando nel futuro: ecco perché questa mostra si chiama Ieri e Oggi”.
Lei è una di quelle che ti accoglie e ti offre le pizzelle all’ingresso della galleria , che la figlia è costretta a dirle “Mamma vieni che ti trucco così ti copro i segni della febbre” perché lei, nonostante tutto, la mostra l’ha fatta. Ed è stato un via vai di gente e visitatori, dal 4 al 6 gennaio scorsi a palazzo Colella a Pratola, nonostante il maltempo. Lei è una che non vuole il successo e dice “mi importa solo che gli altri mi accettino così come sono, sempre la stessa, sempre bambina”.
Lei è Anna Pagliara.

Giada Corradetti

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