Il ministero boccia il punto nascite di Sulmona: “Va chiuso”

“Tutto ciò premesso, il Comitato all’unanimità si esprime a favore della chiusura del punto nascite di Sulmona raccomandando, alla dismissione del punto nascite di Sulmona l’attivazione di un percorso che preveda il potenziamento di tutte le attività connesse alla fase pre e post-partum”. E’ una doccia gelata in questo autunno caldo, quella che il governo gialloverde, e in particolare il Comitato percorso nascite nazionale del ministero della Salute, fa cadere sull’Abruzzo interno e sull’ospedale Annunziata di Sulmona. Anni di battaglie e mobilitazioni, a cui pure i rappresentanti locali dei 5 Stelle, a partire da Gabriella Di Girolamo oggi in Senato, avevano preso parte attiva, dissolti in una paginetta e mezzo nella quale l’organo ministeriale demolisce le ragioni per le quali la Regione aveva chiesto al ministero di derogare alla chiusura del reparto peligno, in virtù delle sue critiche condizioni orografiche.
A pesare sulla decisione del Comitato sono i volumi delle nascite che negli ultimi 15 anni sono stati inferiori ai 500 parti e il fatto che, secondo il ministero, l’ospedale di Sulmona non rientra nelle zone disagiate: “Il suo bacino di utenza non dista più di 60 minuti da punti nascita alternativi – scrivono dal ministero, rispondendo alla richiesta ‘fatta dalla Regione Molise’ (sic!) – e il disagio orografico, anche nel periodo invernale, sembra contenuto”. E poi ancora la natalità bassa in tutto il circondario e alcune donne che nel 2017 “hanno già scelto di partorire in punti nascita alternativi, sulla base del generale trend negativo”, senza contare “le carenze nell’organico sia dei ginecologi che degli anestesisti e dei neonatologi”.
Insomma Sulmona va chiusa e la deroga non può e non deve essere concessa, come aveva richiesto a suo tempo la Regione Abruzzo sulla base di elementi che sembravano inattaccabili ed evidenziati anche dal Comitato percorso nascite regionale e dall’Agenas.
“Lascia davvero sbalorditi questa decisione di imporre la chiusura ritenendo che il territorio peligno non sconti particolari complessità orografiche e prima che la Regione abbia potuto completare, con l’elisoccorso, una rete di protezione che comprende il servizio di trasporto in emergenza neonatale (Sten) e il servizio di trasporto assistito materno (Stam) – commenta il consigliere regionale Maurizio Di Nicola -. Dopo i furti sul bando periferie e sulle risorse del Masterplan, più che il Governo del cambiamento constatiamo il cambiamento delle posizioni del Governo e del Movimento cinque stelle rispetto a quanto proclamato in campagna elettorale. Adesso spero che piuttosto che dilungarsi a smentire la bocciatura decisa dalla Direzione generale della programmazione sanitaria del Ministero della Salute, tutti i parlamentari abruzzesi, e in particolare quelli delle zone interne, facciamo pressione politica per difendere una scelta che la Regione Abruzzo, negli ultimi 4 anni, aveva voluto e saputo difendere con le unghie e con i denti, anche contro il proprio Governo”.
Il parere del Comitato non è una condanna definitiva, ma è ovvio che è destinato a condizionare la scelta del ministero. La Regione in teoria potrebbe anche non adempiere, ma questo comporterebbe una trattenuta sul fondo sanitario del 3% che, visti i numeri, sono una montagna di soldi. La trattativa è aperta e un momento di confronto sarà il prossimo tavolo di monitoraggio previsto a metà novembre.
Sulmona dovrà tornare a far sentire la sua voce, dietro e dall’altra parte delle barricate.

4 Commenti su "Il ministero boccia il punto nascite di Sulmona: “Va chiuso”"

  1. Avete rotto. Chiudete l’ospedale dove dovrà partorire vostra moglie. E poi cosa state facendo con i nostri soldi?non toccate il punto nascita…piuttosto aiutatelo

  2. Premesso che il numero 500 manca da diversi anni, premesso che il decadimento dell’ ospedale è iniziato da diversi anni, premesso che la fiducia delle partoriente x il reparto è sempre venuto meno, desidero esprimere un grande Ringraziamento come atto giusto e doveroso dalla profondità della mia rabbia x questo triste epilogo del punto nascita di Sulmona, Gerosolimo Andrea , Casini Anna Maria con tutta la sua maggioranza in comune x non aver ostacolato anzi essere stati favorevoli senza colpo ferire al declassamento dell’ intero ospedale da parte del governo regionale.

  3. Sindaca, contro la decisione del Ministero della Sanità di chiudere il punto nascita di Sulmona, ci vuole un azione di protesta e fermezza da parte sua di pari portata, faccia sentire la sua voce, la sua rabbia, la sua impotenza/potenza al Ministero si dimetta, come solo lei sa fare.

  4. Niente cordone? I Grillini che dicono? La senatrice cosa ne pensa? Ad oggi non si è letto nulla

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