Il Parco Majella in città, ma il Comune nega la sede

Il Parco Majella sbarca in Città e lo fa con l’apertura, da oggi, di un nuovo centro visite lungo Corso Ovidio alla base della Rotonda di San Francesco, o meglio trasferendo quello fino a ieri presente nell’Abbazia Celestiniana.

Un’apertura sudata per il Parco che da tempo lavora ad un presidio in quella che è la città più importante dell’area protetta e per la quale non c’è stato lo sperato aiuto da parte delle amministrazioni sulmonesi, né quella di Ranalli né, tantomeno, quella della Casini. L’ente, infatti, aveva chiesto ad entrambi la disponibilità di alcuni locali di proprietà del Comune, un modo semplice ed efficace per intercettare potenziali escursionisti e turisti vari e, ancor più, per ampliare l’offerta turistica in centro anche attraverso diverse attività di animazione ed educazione ambientale. Ma insomma, questa sinergia pare saltata ancora una volta perché se alla precedente amministrazione non sono bastati ben 39 solleciti, l’attuale ha negato la concessione degli spazi richiesti presso la Rotonda di San Francesco, a distanza di nove mesi e ad estate inoltrata, costringendo l’ente a provvedere da sé e in gran fretta per assicurare l’apertura di agosto.

Ma tutto è bene quel che finisce bene. Alla fine il Parco alla Rotonda c’è approdato ugualmente, certo fermandosi alla base, ma

sempre lì si è insediato. Il nuovo spazio diventerà un luogo in cui promuovere le attività dell’Ente, presentare le peculiarità dell’area protetta, organizzare laboratori e noleggiare biciclette a pedalata assistita da utilizzare in giro per Sulmona.

“Un vero e proprio ‘ponte’ tra la città e le ricchezze ambientali e culturali della Majella- si legge nella nota- una porta d’accesso diretta all’area protetta, in grado di fornire maggiore appeal a tutto il territorio”. Quasi un’esigenza “dettata dalla necessità di ‘prendere per mano’ i turisti che visitano Sulmona per offrire loro una panoramica sui luoghi di pregio, tra i quali la vicina Abbazia Celestiniana, immergersi nella natura, nella storia e nelle tradizioni delle popolazioni che vi abitano”.

Insomma, per Sulmona capoluogo (in questo caso non solo peligno) la nuova apertura rappresenta un valore aggiunto, mentre per il Parco l’essere in città diventa una indiscutibile vetrina di cui beneficia l’immagine turistica dell’intero comprensorio. “Una scelta operata dall’Ente nell’ambito delle attività di promozione e marketing che viene portata avanti da tempo” e chissà, in futuro “nutrendo la speranza di poter lavorare in sinergia con il Comune” conclude la nota.

Il “minimo sindacale” per una città come Sulmona.

 

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