Italica su bretella ferroviaria, “le ragioni del territorio”, a rischio isolamento

La paura è quella per l’isolamento che ne deriverebbe per Sulmona e la Valle Peligna. Alberto Di Giandomenico, Italica, interviene sulla questione della bretella ferroviaria in avvio lavori in questi giorni, rammentando le ragioni del territorio “Non possono bastare le parole dell’assessore regionale alle aree interne, Andrea Gerosolimo, a rasserenare gli animi con la promessa di una fermata, anche in valle Peligna, per fruire della tratta ferroviaria veloce Pescara-L’Aquila” aggiunge “Senza certezza di una fermata sarà la fine del comprensorio Peligno proprio dalla realizzazione di un progetto che, paradosso, è di potenziamento della rete ferroviaria della regione, ma penalizza ancora Sulmona come qualsiasi altra iniziativa progettuale messa in campo e sostenuta, in questi anni, dal presidente della Regione, Luciano D’Alfonso”.

Basta guardare indietro alla bretella di Toto ricorda Di Giandomenico,  bretella quella progettata per le autostrade abruzzesi A24 e A25, “ai vertici della Regione erano d’accordo nel declassare i viadotti Peligni per risparmiare pochi minuti di viaggio tagliando fuori la valle”

Per Italica i propositi che accompagnano la bretella ferroviaria non sembrerebbero diversi per Sulmona mettendone a rischio la sopravvivenza perché il rischio sarebbe tagliarla fuori dai collegamenti ferroviari veloci. Di Giandomenico ricorda come il nostro sia il secondo della regione, già penalizzato dalla perdita del presidio di Polizia ferroviaria e soprattutto dalla chiusura della linea Sulmona-Castel di Sangro per il trasporto ordinario viaggiatori, terminato ormai da sei anni.I treni turistici Sulmona-Carpinone non possono bastare per risollevare le sorti di questo territorio né la legge, in vigore dal 7 settembre, sull’istituzione delle ferrovie turistiche”

“Visti i chiari di luna, non rassicura nemmeno lo schema di Protocollo d’intesa tra la Regione e Ferrovie dello Stato italiane per definire modalità operative da attuare in contesti emergenziali. Dal deposito della stazione ferroviaria di Sulmona partono, da sempre, i convogli e le risorse umane per fronteggiare eventuali guasti e criticità su tutte le line e le tratte ferroviarie del Centro Italia e non vorremmo che anche questa certezza venisse meno per la valle Peligna figliastra di una Regione sempre più tesa verso le città capoluogo”. Dunque sottolinea Di Giandomenico le emergenze ferroviarie per le quali può essere necessaria la collaborazione della Protezione Civile regionale non sarannogestite a Sulmona “considerando che resta chiuso nel cassetto il progetto di riconversione del deposito militare di colle San Cosimo in Polo logistico regionale della protezione civile”

Con lo scalo ferroviario il  comprensorio peligno potrebbe richiamare investimenti e imprese “se si investirà sull’ammodernamento del braccio ferroviario, inutilizzato, che, in pochi minuti, consente di collegare i treni merci dalla stazione all’ex nucleo industriale ridotto ormai ad un cumulo di ceneri”. Ocorre quindi investire sulla dotazione, rivedere il progetto del collegamento diretto Pescara-L’Aquila, inserendo una fermata anche a Sulmona, inoltre riportare la Polfer in stazione e riconsiderare lo scalo ferroviari per le prossime emergenze. Perchè afferma “Se l’obiettivo è davvero prioritario allora l’impegno di chiedere una fermata ferroviaria a Sulmona, per la tratta veloce Pescara-L’Aquila, deve tradursi in realtà, in brevissimo tempo” . La speranza è che l’incontro tra Gerosolimo e l’amministratore delegato di Rete Ferroviaria sia proficuo e risolutivo nella nuova vertenza,  “per far valere le giuste ragioni del nostro territorio”.

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