La Regione: “Il punto nascita di Sulmona non chiuderà”

Nessuna chiusura, nessun ripensamento: “L’atto di programmazione che riguarda la rete ospedaliera è il dca 79/2016, come si evince dalla lettura del decreto – spiega l’assessore regionale Silvio Paolucci – nel presidio ospedaliero di Sulmona è previsto il reparto di ostetricia e ginecologia e dunque non è possibile affermare il contrario”.
La risposta della Regione alle ipotesi di chiusura avanzate da Aldo Ronci e ribadite da una interrogazione depositata all’Emiciclo dal consigliere Mauro Febbo (ma non ancora discussa), è netta. Gli atti a cui far riferimento non sarebbero dunque quelli dei decreti di febbraio 2015 e giugno 2016, come sostengono Ronci e Febbo, ma il 79 che, nei fatti, riorganizza in modo definitivo tutto il settore ospedaliero.
Sul punto interviene, non senza una nota di nervosismo, anche l’assessore alle Aree interne Andrea Gerosolimo: “La Regione ha dimostrato finora con i fatti e cioè con il decreto 79 la sua volontà a mantenere il punto nascita di Sulmona – commenta Gerosolimo – chi afferma il contrario fa opera di killeraggio mediatico e soprattutto disincentiva le donne a servirsi del punto nascita di Sulmona che è aperto e resterà aperto almeno fin quando sarà in carica questa amministrazione regionale”.
La stoccata è rivolta a Ronci e ai sindacati che per primi avevano avanzato dubbi sulla volontà della Regione alla salvaguardia del punto nascita.
Il motivo del mancato acquisto della vasca per il parto in acqua e più in generale degli investimenti sull’ospedale di Sulmona, da cui è scaturita questo nuovo allarme, in realtà, non avrebbero nulla a che fare con la salvaguardia del punto nascita, ma sarebbero legati alle strette direttive ricevute dalle Asl sul contenimento della spesa per lo sforamento dei tetti previsti.
E’ anche vero, però, che il punto nascita di Sulmona ha bisogno in questo momento di uno sforzo maggiore per poter diventare più appetibile e competitivo e riuscire a raggiungere o almeno avvicinarsi a quella quota dei 500 parti annui, necessaria per essere messo al sicuro anche da eventuali applicazioni successive del decreto Lorenzin, a Sulmona, al momento, non applicato pienamente a seguito dei rilievi dell’Agenas per l’assenza di un adeguato sistema di trasporto di elisoccorso.

Uno sforzo che richiede anche e soprattutto investimenti.

1 Commento su "La Regione: “Il punto nascita di Sulmona non chiuderà”"

  1. bene,anzi male,i signori politicialtroni in questione sono bravissimi nelle dichiarazioni,comunicati,affermazioni,annunci…nei fatti nulla,si continua con gli spot pubblicitari,deliberato non significa servizi fruibili,certi, ai Cittadini,”investire” e’ degli imprenditori,amministrare “il pubblico” e’ per l’Interesse generale della Collettivita’,
    non per il profitto personale,degli azionisti,che rischiano i propri capitali,beni,ecc….qui i denari sono dei Cittadini/azionisti,gli obbiettivi :servizi,certi,efficienti,qualificati…
    quindi le scelte dovrebbero essere fatte con la logica dei numeri,il rigore di spesa nel principio, prospettiva e risultato finale degli interessi,per il bene, benessere dei Cittadini,e per tutti i servizi previsti ,altro che volonta’…gli annunci non sono certezze,al momento di certo sono solo i bilanci regionali, quelli presentati, incluso il masterplan,gli “investimenti”(sforamenti inclusi),ecc,ecc e che sono stati bocciati dalle Corti…dunque? Attenersi alle direttive ricevute dalle Autorita’…o no?
    Elicotteri esclusi !

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