La tagliafuoco bloccata dalla forestale mentre le fiamme continuano ad avanzare. Battaglia sul Colle delle Vacche

Niente, continua ad avanzare il fuoco sul fronte roccolano. Le fiamme sono al momento a 50 metri dal rifugio di Colle delle Vacche con i soccorsi che stanno operando sul posto, mentre un altro focolaio sta raggiungendo il castello d’Orsa.

(aggiornamento)

Ore 21:00 il Colle delle Vacche è andato in fumo. “Purtroppo la situazione è precipitata e tutta la zona del Colle delle Vacche è stata evacuata” fa sapere il sindaco Antonella Di Nino.

Le fiamme sono troppo alte nonostante un dispiegamento di forze e di lanci aerei notevole, “in questo preciso momento crediamo che il Rifugio sia stato aggredito ed il fuoco abbia attaccato anche tutto quel materiale legnoso esito della slavina del mazo 2015” spiega il primo cittadino  che conclude “non ci siamo mai persi d’animo mettendoci tutto il cuore e cercando di dare il massimo”

Verso le 19:00 l’area del Colle delle Vacche è stata fatta evacuare dai soccorsi, dopo una disperata battaglia ingaggiata contro le fiamme (guarda video – Fiamme sul Colle delle Vacche – nella sezione “de visu”). I vigili del fuoco e la protezione civile, insieme ai volontari e con il sindaco Di Nino in testa, hanno cercato di arginare il fronte da terra, ma è stato inutile. I soccorsi hanno così dovuto abbandonare l’area e a cercare di salvare la struttura e il rifugio ci hanno provato tre Canadair che in pochi muniti hanno scaricato sei serbatoi d’acqua (per un totale di 36mila litri) sulla zona. Le fiamme si sono abbassate, ma non è certo che si sia riusciti ad evitare il peggio.

 

La situazione si fa sempre più minacciosa, una minaccia che non basta alla forestale intervenuta a bloccare il lavoro di apertura, avviato questa mattina, della linea tagliafuoco che avrebbe potuto arginare le fiamme. Il varco partendo dal maneggio Orsa doveva raggiungere la località Ciliegeto, in linea d’aria alla stessa altezza del Colle delle Vacche.

Secondo la forestale, sembra che il passaggio dei grossi mezzi (ruspe)  interpellati ad aprire il varco tra le due colline potrebbero condurre, in un ipotetico futuro, ad un fantomatico rischio idrogeologico. Quasi a dire meglio una montagna bruciata. Una presa di posizione, quella della forestale, che non combacia però con le autorizzazione fornite dal Parco Nazionale della Majella.

Sale, dunque la preoccupazione e la rabbia, tanta rabbia, da parte dei peligni e dopo questo diniego ancora di più da parte dei roccolani, in prima persona oggi minacciati dalle fiamme e impegnati nel prevenire disastri al paese che, si ricorda, completamente arroccato sulla montagna e circondato da vegetazione varia compresi quei pini che ardono facilmente come fiammiferi.

Tra Pettorano e Rocca Pia, invece, sono operative da oggi le ronde. Venticinque persone divise in 12 squadre si sono organizzate nel pattugliamento del territorio grazie alle associazioni Dalla Parte dell’Orso e dalla Protezione civile. Forte la risposta anche da parte di persone provenienti da fuori provincia. E’ il caso del gruppo Brigate Solidarietà che domani mattina alle 8 partirà da Pescara per raggiungere la Valle Peligna in supporto del servizio controllo.

Continua senza sosta anche il lavoro sul fronte caldo di Raiano il cui incendio ha ripreso anch’esso vigore. Il sindaco Moca ringrazia tutta la cittadinanza per il contributo che sta offrendo al paese in questa situazione. I ringraziamenti del primo cittadino vanno anche ai vigili del fuoco.

E’ sotto controllo e continuamente monitorato l’incendio che ha colpito la Valle Subequana sui fronti di Secinaro  ed è stata categoricamente smentita dalla vice sindaco, Noemi Silvari, la notizia dell’evacuazione della parte alta del paese riportata questa mattina da alcune testate giornalistiche. La situazione resta da tenere sotto controllo perchè se dovese alzarsi il vento, i focolai potrebbero riattivarsi velocemente. Per questo al lavoro portato avanti con successo dai velivoli si è aggiunto nel pomeriggio l’intervento di bonifica da parte dell’esercito.

3 Commenti su "La tagliafuoco bloccata dalla forestale mentre le fiamme continuano ad avanzare. Battaglia sul Colle delle Vacche"

  1. Questa mattina ho visto operare solo l’elicottero ,mi pare sia l’Erickson, che gettava acqua un po’ qua ed un po’ là. In tarda mattinata è sparito, mentre le fiamme riprendevano vigore più del solito. Si dà il caso che tutti i pomeriggi ormai, tira un venticello che alimenta le fiamme e le rinvigorisce e si ricomincia daccapo se non peggio. A quanto pare nessuno è venuto a darci una mano delle nazioni UE. Sono venuti i due canadair francesi e dove operano? Chi lo sa? Degli altri nessuno si è fatto vivo. A pensare che appena succede un disastro, gli italiani,brava gente(o quanto meno c…)si mettono subito in viaggio e partono. Sono andati persino in Giappone,senza che nessuno li abbia chiamati. Quando invece tocca a noi essere aiutati,nessuno si muove, a meno che non vada qualcuno a pregarli in ginocchio. O forse siamo noi che li blocchiamo,pensando, come al solito, di fare da soli? Resta il fatto che stiamo ancora qua,a lottare inutilmente con le fiamme che a poco stanno divorando le conifere del Morrone. Questo fa perdere la fiducia nelle istituzioni e fa pensare che ormai siamo una nazione inutile ed incapace. Qualcuno potrebbe dire,perché non vieni tu a farci vedere come si fa? Signori miei, ma io ho tutt’altra professionalità e può darsi che da buon italiano sia anche io un incapace. Resta fermo il fatto che in Italia ci sono dei geni ,ma quando un esercito ha bisogno di eroi quello è un esercito che perde.

  2. MERCOLEDI’ 30-08-2017 ORE 18:00.
    Colle vacche è avvolto totalmente dalle fiamme. Un incendio immane,che in men che non si dica sta divorando centinaia di pini,con fiamme che si levano verso il cielo in tutta la loro potenza. Non credo che avrò ancora il coraggio di guardare verso il Morrone, non credo che ce la farei. Mi sanguina il cuore e mi prende una tristezza incommensurabile,tanto da farmi stare male. Non mi pareva vero che si fosse ricreato tutta quella vegetazione nei nostri monti. Non erano più l’esempio di una volta,m di montagne brulle e disadorne. Grazie al sacrificio dei nostri padri che ci avevano restituito alberi ,prati di felce e di fiori variegati. Tutto incenerito. Viene da chiedersi se siamo stati capaci di preservare ciò che ci era stato donato con tanta dedizione dai cantieri di rimboschimento ,quelli di una volta, quando si lavorava per decoro e non per interesse. Non ne siamo stati capaci, perché prendiamo tutto alla leggera,perché ormai non ce ne frega più niente,perché ormai se sei una persona seria e pretendi serietà ed ubbidienza ti accusano di essere “fascista”. E tutto è andato a puttxne. Quando nessuno ha più potere ed autorità, tutto va a puttxne. Facciamocene una ragione e godiamoci lo spettacolo(on fait pour dire),per che ha il coraggio di volgere lo sguardo ancora,verso il Morrone. Quante canzoni sono state dedicate ai nostri monti? “Addio addio, muntagne etc. “Ora intonategli la marcia funebre,quella del maestro Vella.

  3. Ho visto su youtube la zona del colle delle vacche con annesso rifugio,con la presenza del sindaco Di Nino,di volontari, dei pompieri. La zona intorno al rifugio è stata ripulita completamente da sterpaglie e resti di tronchi e rami delle conifere dai volontari pratolani con a capo la Di Nino, per vari motivi trasportate sin là. Ce l’ha messa tutta il sindaco di Pratola per preservare la zona,intuendo che il fuoco l’avrebbe raggiunta,anche se ancora lontano. Ma il fuoco è tenace e per essere domato,specie incendi di quella portata,ci vogliono uomini, molti uomini addestrati e mezzi. Certe cose non si possono improvvisare o affidare ad incompetenti. C’è una grande confusione del momento,la confusione che ha generato la governance,affidata dagli elettori a certa gente. E così si assiste a forestali che diventano carabinieri, carabinieri che a loro volta diventano forestali, forestali che diventano vigili del fuoco e vigili del fuoco che diventano forestali. A Napoli si dice “facite ammuina” ed ora ho capito finalmente cosa si vuole dire. Appunto, quella là. E POI AVETE VISTO IL VIGILE DEL FUOCO ,POVERO CRISTO,CHE VA INCONTRO AL FUOCO NELLA PINETA DI COLLE VACCHE, CON UNA POMPETTA CHE MERITEREBBE BEN ALTRO USO FISIOLOGICO. POVERO CRISTO, PERCHE’ QUELLI SONO I MEZZI IN DOTAZIONE,COSA AVREBBE POTUTO FARE QUEL POVERACCIO, à la guerre comme à la guerre, DICONO I FRANCESI. E noi ci andammo con i muli e le “scatole si sardine”(leggasi cingolati CV33). E che dire della forestale che ha bloccato la tagliafuoco,per il rischio di un futuro disastro idrogeologico? Quando il disastro poco idro e molto geologico è sotto gli occhi di tutti. E’ come dire ad un affamato che il pane a disposizione bisogna conservarlo per una futura probabile carestia.

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