L’asse Gerosolimo-Di Pangrazio, Giovanni almeno

Giovanni Di Pangrazio è stato nominato supermanager della Provincia dell’Aquila da Angelo Caruso, in uno dei suoi primi atti da presidente della Provincia. Si occuperà di pubbliche relazioni, rappresentanza del presidente, cura dei rapporti con la Regione Abruzzo e con le istituzioni nazionali, regionali e locali e con le università ed enti formativi pubblici, diventando di fatto il braccio destro di Caruso in Provincia. L’ex sindaco di Avezzano era già un dirigente provinciale – nello specifico direttore speciale della provincia –, ruolo che aveva temporaneamente sospeso per svolgere le funzioni di sindaco. Torna ora in provincia con una promozione che sembra essere la contropartita politica per l’appoggio dato da Di Pangrazio e i suoi ad Andrea Gerosolimo alle provinciali. Questo è avvenuto votando e facendo votare Roberto Giovagnorio, assessore ai lavori pubblici all’urbanistica e all’ambiente del comune di Tagliacozzo, che è risultato il secondo della lista “Provincia Insieme”, ispirata e coordinata proprio da Gerosolimo.

L’amministrazione comunale di Tagliacozzo, del sindaco Vincenzo Giovagnorio eletto

nel 2016, è molto vicina all’ex sindaco di Avezzano e a suo fratello Giuseppe presidente del Consiglio regionale. A molti era risultato strano vedere un uomo dei “dipangrazio” nelle liste di Gerosolimo, non fosse altro che l’assessore regionale con il suo sostegno a Gabriele De Angelis è stato fra gli artefici della sconfitta di Giovanni Di Pangrazio nelle recenti elezioni comunali di Avezzano.
Inoltre Gerosolimo è in contrasto anche con il fratello di Giovanni, Giuseppe Di Pangrazio in Consiglio regionale. I rapporti fra i due sono ai minimi termini da quando Di Pangrazio si è schierato contro la Casini nella scorsa campagna elettorale di Sulmona. Gerosolimo ha provato a più riprese a sfiduciarlo dalla presidenza del Consiglio, forzatura che non è mai arrivata alla conta in Consiglio e da qualche mese giace in stand-by in virtù di una pace provvisoria.

Questo perché prima di prendere qualsiasi decisione bisognava vedere chi avrebbe vinto la “partita Avezzano”, che come detto è finita nell’orbita Gerosolimo con l’elezione a sindaco di De Angelis. Dopo la sconfitta alle comunali, Giovanni Di Pangrazio, che nella fase pre-elettorale si era allontanato dal Partito Democratico, ha iniziato un percorso che darà vita ad un suo movimento civico ed è qui che è entrato in contatto con Gerosolimo.
L’assessore regionale è il federatore dei civici, con il suo progetto Abruzzo Insieme che mira a diventare un partito regionale da 70.000 preferenze – il 10% circa – nell’intento di essere l’ago della bilancia della politica abruzzese. Nulla esclude che nei prossimi mesi, sulla via di questo progetto, l’asse Gerosolimo Di Pangrazio – Giovanni almeno – si ricompatti nell’ottica dell’alleanza fra le aree interne che in questo momento è l’asso nella manica del movimento gerosolimiano.

Sul fronte centrodestra le reazioni alla nomina di Di Pangrazio da parte di Caruso non si sono fatte attendere ed è stato Massimo Verrecchia, consigliere comunale di Avezzano ed ispiratore dell’altra lista che ha sostenuto Caruso “Forza Popolare”, a tuonare duro contro la decisione del presidente della Provincia: “l’incarico conferito è uno sconcertante premio politico che mortifica tutti coloro che hanno individuato Caruso come candidato alla presidenza e lo hanno sostenuto”.

Sembrava tutto bello qualche giorno fa con l’alleanza peligno-marsicana per estromettere Forza Italia dell’Aquila dalle elezioni provinciali. Per il centrosinistra erano arrivate addirittura le pindariche dichiarazioni del governatore D’Alfonso che su Facebook dic

eva “se leggo che in Provincia si costituiscono maggioranze e opposizioni il mio giudizio mi fa prendere in esame lo stordimento ideologico”. Un clima da fine delle ideologie nell’intento di sedare ogni ipotesi di contrapposizione e invece la guerra delle compensazioni politiche pare appena cominciata.

Savino Monterisi

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