L’Ater censura Tresca, Siani e Impastato. Via le scritte dalle “nostre” vetrine

 

Erano di Carlo Tresca, Giancarlo Siani e Peppino Impastato quelle frasi. Quelle citazioni che erano andate a sostituire i quadri di ovidiana memoria del progetto Meraki , poi continuato autonomamente da Melissa Bozzolini e Serena Larosa, per la riqualificazione delle vetrine abbandonate della città. Scaduto il termine delle opere plastiche le ragazze hanno rinfrescato il progetto attraverso le parole.

  Ebbene, lungo corso Ovidio a Sulmona, sulle belle vetrine della palazzina Ater  (ex Max Mara) erano state assegnate, e istallate, quelle di Tresca, Siani e Impastato. Da ieri, però, non ci sono più. L’ente pubblico proprietario  ha deciso di toglierle  perchè non era stato informato del cambiamento. Così dicono. Eppure quella telefonata Bozzolini la ricorda, a tutti i legittimi proprietari delle vetrine era stata data comunicazione della nuova idea. Che poi anche se la comunicazioni non ci fosse stata quale sarebbe stato il danno. Passare dalle immagini alle parole? Parole scomode? Volendo viaggiare con le supposizioni, il fil rouge che collega i tre manifesti è quello di ricordare tre grandi personaggi dell’Italia più o meno recente, tre “rivoluzionari”, ognuno a proprio modo, assassinati per difendere i propri ideali. Carlo Tresca: sindacalista, anarchico, antifascista, uno dei maggiori uomini politici a cui Sulmona ha dato i natali e che oggi sarà commemorato in Città nel 75esimo anno dalla sua morte; Giancarlo Siani e Peppino Impastato, giornalisti impegnati, durante la loro breve vita,  nella lotta contro le mafie.  Da un ente pubblico tutto ci si sarebbe aspettato fuorché questa inutile “censura”.

“Con grande delusione – scrive Bozzolini – questa mattina ci è stata comunicata la scelta dell’ente pubblico proprietario dei locali ex Max Mara di togliere le frasi che avevamo scelto di esporre per ricordare personaggi che, pur di non rinunciare ai loro ideali, hanno avuto il coraggio di affrontare la morte. L’ente non ha mostrato accordo nella scelta delle frasi e dei personaggi alle quali le stesse sono riferite. Evidentemente si ha paura di ricordare – aggiunge -. Nonostante le continue avversità, noi andiamo avanti e presto vi informeremo di tante belle novità”.

“Sulmona l’intera vita della città cambiò. La lotta delle piccole ambizioni personali era superata e venne alla ribalta la storica lotta di classe accesa, folgorante, entusiasmante. Non fu facile organizzare in un esercito i contadini servili analfabeti, passivi e superstiziosi. Essi vivevano in città in miserevoli case che si affacciavano in vicoli del tutto simili all’Inferno di Dante. Li chiamai alla vita e alle lotte, risvegliai in loro la dignità individuale e la coscienza di classe, li guidai alla conquista. Sono orgoglioso di tutto ciò. Tuttora lo considera quel periodo della mia vita il più creativo di tutti”. (Carlo Tresca)

“La criminalità, la corruzione non si combattono soltanto con i carabinieri. Le persone per scegliere devono sapere, devono conoscere i fatti. E allora quello che un giornalista ‘giornalista’ dovrebbe fare è questo: informare”. (Giancarlo Siani)

“Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà”. (Peppino Impastato)

A qualcuno quelle carte, con queste parole, saranno sembrate cartastraccia. Per tanti altri che riconoscono il valore della “memoria storica” quelle, come tante altre citazioni, sono pane quotidiano, sono il fuoco che accende l’animo. Un fatto grave averle depositate chissà dove per toglierle agli occhi del lettore, dei passanti, dei turisti. Per lasciare il vuoto e peggio una censura incomprensibile. Che umilia la cultura e il senso civico. Per volontà e volere di un ente pubblico.

 “Le parole sono importanti proprio come le azioni” recitava fino a qualche giorno fa il motto del Festival delle Narrazioni. Dove, c’è da giurarci, quelli dell’Ater non hanno messo probabilmente mai piede.

Simona Pace

 

 

 

2 Commenti su "L’Ater censura Tresca, Siani e Impastato. Via le scritte dalle “nostre” vetrine"

  1. A volte le parole fanno paura…

  2. bene,quelli dell’ater sono nominati dai politicialtroni,tutti degli incapaci,nei bilanci le verita’,le evidenze dell’inettitudine,l’insufficienza…per negligenze le distinzioni,basta dare un sguardo alla storia dell’ente,iniziando dai risultati economici, per comprendere il valore degli amministratori,incompetenti,inabili,o no?

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