Le “ragioni” di Casapound e la lezione della Storia

Riceviamo e pubblichiamo integralmente la replica che il candidato alla Camera della Repubblica Italiana, Giovanni Bartolomucci, ha inviato a questa redazione in relazione all’articolo Candidato di Casapound: “Antifascisti malati di mente”. Considerazioni, più che una replica, che questa mattina Bartolomucci, raggiunto telefonicamente, non ha avuto evidentemente la prontezza di fare, forse spinto dalla necessità di ripassare su Wikipedia qualche nozione sulla Costituzione. Una lettura, come vedremo di seguito al contributo del casapoundino, anche abbastanza distratta.

Scrive Bartolomucci:
In risposta all’articolo de ‘Il Germe’, che riprende la mia definizione di antifascisti quali ‘malati mentali’ per attaccarmi:
Evidentemente l’estensore dell’articolo deve conoscere poco la Costituzione Italiana, perché nel testo non è contenuta affatto la parola ‘antifascismo’. Esiste una Dodicesima Disposizione Transitoria che vieta esclusivamente la ricostituzione del disciolto partito fascista. CasaPound Italia partecipa regolarmente a competizioni elettorali, dunque non sussiste incompatibilità alcuna tra il nostro movimento ed i dettami costituzionali. Non a caso ogni tentativo di impedirci l’uso di sale pubbliche con questa motivazione si è rivelato vano.
Circa , il mio riferimento era ad un articolo de Il Primato Nazionale in cui si presentavano le tesi espresse nel 1996 dal professor Raffaele Vizioli, professore di Neurologia all’università ‘La Sapienza’. Se per la brutale aggressione di Piacenza ai danni di un carabiniere non servono commenti, per Macerata sono i cori a favore delle foibe a mostrare la ferocia e l’odio ideologico cieco che anima interi settori della sinistra antifascista, incapaci di rispettare la memoria dei nostri connazionali vittime di una pulizia etnica solo perché compiuta da milizie comuniste, odio espresso anche da atti vandalici compiuti ai danni dei monumenti in ricordo degli infoibati anche in Abruzzo. Bene farebbe chi ieri ha partecipato alla manifestazione Macerata a esprimere in maniera chiara la propria contrarietà a tali ripugnanti cori, intonati proprio nel giorno dedicato al ricordo degli esuli della Venezia Giulia e della Dalmazia.

Innanzitutto vogliamo chiarire una cosa al candidato Bartolomucci: Il Germe non fa attacchi, fa cronaca e informazione. E le sue affermazioni sono state ritenute dalla redazione “degne” di notizia, se non altro perché escono dalla bocca e dalla tastiera di uno che si candida a rappresentare il Paese.
Ed uno che si candida a rappresentare il Paese dovrebbe conoscere la sua legge principale, quella scritta dagli antifascisti della Costituente che, giusto per dire, inserirono una “disposizione transitoria e finale che ha carattere permanente e valore giuridico pari a quello delle altre norme della Costituzione. Per questo motivo è più corretto parlare – basta leggere Wikipedia, appunto -, riguardo al primo comma, di XII disposizione finale”. E cosa dice questa disposizione? Dice che “E’ vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”, mentre nella seconda parte, in via transitoria, questa sì, si vietava per cinque anni “il diritto al voto e l’eleggibilità per i capi responsabili del regime fascista”. Non c’è la parola antifascista, è vero, ma sembra abbastanza acclarato, a chi sa e vuole leggere l’italiano, che essere contro il fascismo vuol dire essere antifascista. E l’Italia lo è per Costituzione. E se non bastasse c’è sempre la legge Scelba (varata nel 1952) a rafforzare il principio: è il reato di apologia del fascismo che punisce, o dovrebbe farlo, “chiunque pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche”.

Ma è nella seconda parte della sua missiva che Bartolomucci mostra tutto il limite del suo ragionamento e non certo perché condanna i fatti di Piacenza o quelli di Macerata (sui quali non vogliamo neanche entrare nel merito), ma perché per sorreggere la sua tesi (cioè che “gli antifascisti sono malati di mente”) fa riferimento ad uno studio di Raffaele Vizioli che nel 1996 scrisse “Psicopatologia del comunismo”.
Del comunismo, quello Russo tra l’altro, appunto, non dell’antifascismo. Ed è proprio qui il punto: gli antifascisti per tradizione e storia, in questa Italia, non sono i violenti dei gruppi antagonisti, né i cretini che hanno inneggiato alle Foibe; ma sono le milioni di persone che si riconoscono nei principi e nei valori della democrazia, che in parte votano anche le destre, come i comunisti (messo che esistano ancora) e i Cinque stelle. E’ l’Italia dei democristiani, dei socialisti, dei liberali e dei radicali e delle formazioni politiche che ad esse sono seguite; l’Italia che i nostri nonni e i nostri padri ci hanno consegnato “guarita” da una delle peggiori malattie, questa sì, che la storia ha prodotto in un ventennio nel quale sono state approvate e inflitte leggi razziali, fame, odio e guerra.
No, non si stava meglio quando si stava peggio. Il confronto delle idee, delle posizioni politiche, persino l’arroganza di offendere un Paese e gli stessi malati di mente, sono oggi possibili, questo Bartolomucci dovrebbe saperlo, perché l’Italia si è liberata del fascismo.

2 Commenti su "Le “ragioni” di Casapound e la lezione della Storia"

  1. La storia passa e quando torna si trasforma in farsa. Il fascismo fu,ora è defunto e sepolto. Io non penso possa ricostituirsi in tutta la sua iattanza il PNF con a capo uno come Mussolini.Piuttosto penso che le frange così dette fasciste ,esistano in contrapposizione alle numerose frange comuniste che si definiscono, per darsi una ragione di esistere ,antifasciste. L’antifascismo è stato ed è ancora un ricostituente più che vitaminico, del nutrito frasario di certi partiti, di cui cito le parole chiave demonizzate ad arte: fascisti, razzisti, xenofobi, omofobi, schiavisti, e chi più ne ha più ne metta. In una nazione dove si tollera un ANPI, dove un partigiano dovrebbe avere almeno 90 anni e più, i centri sociali che durante una dimostrazione così detta pacifica ,picchiano carabinieri e polizia e se il carabiniere reagisce sparando,apriti cielo. Io penso che questa sia una democrazia nelle mani di gente che di fatto occupa la piazza di cui è padrone e signore,picchiando chi si permette di dimostrare al loro posto, come quel carabiniere a Piacenza. Una democrazia nelle mani delle forza democratiche ,sì,però alla maniera della vecchia democrazia URSS. Anch’essa era democratica. Oggi il pericolo è il fascismo, cui credono solo i rincoglioniti. Mentre il vero pericolo ,almeno uno dei tanti è questa immigrazione incontrollata, dove sulle nostre coste sbarcano migliaia di persone senza un nome né cosa vengono a fare. Rapine nelle abitazioni, omicidi efferati e quant’altro. Altro che fascismo. Sveglia gente e toglietevi la sveglia al collo .L’anello molti già ce l’hanno. Io invece sono contro le legioni di Cesare, di cui temo il ritorno. Insomma un anti Xlegione.

  2. oggi il pericolo sono i giovani che non prendono una qualifica professionale come saldatori, falegnami, sarti, meccanici, facendo morire l’artigianato. sono le aziende che non assumono a salari regolari, i comuni che non danno case a chi ne ha bisogno, l’usura immobiliare di chi pretende di vivere con i proventi di affitti esagerati, quelli superiori al quarto dei salari: occorre una nuova legge sulla casa che costringa a affittare a equo canone le case disabitate, sotto pena di una immediata requisizione e assegnazione ai cittadini che ne hanno bisogno. occorre un blocco navale che impedisca l’immigrazione clandestina e far ritornare nei paesi di origine gli immigrati che spacciano e non cercano lavoro.

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