Lega Sulmona a Di Rocco: “Allarme razzismo ingiustificato. Moderare i toni”

(foto tpi.it)

“Un allarme ingiustificato”. Così il coordinamento cittadino Lega Sulmona etichetta le dichiarazioni del consigliere Di Rocco raccolte da Il Germe perchè, ritengono i salviniani sulmonesi, che “la proposta di Matteo Salvini è l’unica in grado di mettere lo Stato nella condizione di poter aiutare realmente quelli che ne hanno bisogno creando giustizia sociale e facendo emergere condotte e professioni illecite”. Dichiarazioni, dunque, quella rilasciate dal consigliere di origine rom e studente in medicina, che “offendono i circa 2000 cittadini che hanno votato Matteo Salvini alle ultime elezioni, gli stessi cittadini (parte di quella comunità accogliente ) che sono cresciuti andando a scuola con ragazzi di etnia rom e magari hanno anche votato il consigliere Di Rocco alle elezioni comunali. Basterebbe questo per evitare fantasiose e non precise strumentalizzazioni. Così non è stato e si tenta di fare passare per razzista la proposta di Matteo Salvini che razzista non è- proseguono dal coordinamento aggiungendo-. La chiarezza su quello che si è, e sulla professione svolta, rappresenta la base per garantire la tutela dei minori ed il loro diritto all’educazione scolastica evitando abbandono degli studi e sfruttamento”.

Ed ancora: “Il consigliere sa benissimo che essere in regola con gli adempimenti fiscali non solo consente di avere equità fiscale, ma soprattutto, permette di sapere come si trova sostentamento e nel caso contrario, individuare i canali per fornire strumenti ed opportunità cui ogni cittadino ha il diritto di accedere”. L’invito di Lega Sulmona a Di Rocco, nella sua figura di rappresentante istituzionale, è quella di “moderare i toni e ad informarsi in merito alle proposte di cui parla Matteo Salvini, ricordandogli che a Sulmona non esistono campi Rom in quanto la grande maggioranza dei cosiddetti ‘rom’, fatti salvi i proprietari di ville ed appartamenti, occupa case comunali messe loro a disposizione proprio perché l’amministrazione comunale ne conosce nome, cognome ed ISEE e ciò ha consentito, oltre all’assegnazione di un alloggio dignitoso, anche un sostegno economico in denaro. Crediamo si sia arrivato a questo grazie alla trasparenza che non può non partire da un censimento”.

S.P.

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