Manca una firma, città sepolta nella giungla della burocrazia

Per capire che c’è una panchina in quella foresta, ci si riesce solo sbattendoci contro oppure, con uno sforzo di memoria, tornando al passato, quando Sulmona era una città curata. Anziani e non, imperterriti, però continuano a sfidare la giungla: si fanno strada senza machete tra la vegetazione e nonostante tutto si accomodano a contemplare il muro di erbacce. A soffrire di più sono i cani che in quei prati dovrebbero sgambettare, ma che alla fine della passeggiata si ritrovano, insieme ai padroni, coperti di pungitopo e pulci. Così nei giardinetti di via Togliatti, ma più in generale nel resto della città.
Non c’è vicolo e strada, parco (escluso attualmente il fluviale Daolio oggetto di una impresa volontaria sabato scorso) e slargo che non ne siano vittime: infestati dall’erba incolta e lasciata crescere nel degrado più totale e spesso accompagnata da una buona dose di rifiuti abbandonati o riversati da cestini stracolmi.
Questa settimana, avevano promesso in coppia gli assessori all’Ambiente entrante ed uscente, Angelucci e Angelone, sarebbero dovuti partire i primi interventi. Un appalto da 20mila euro che, secondo i membri della giunta, doveva servire a sfalciare 27mila metri quadrati di verde pubblico e rendere presentabile, o almeno decente, la città fino ad ottobre.
Per far partire tagliaerba e decespugliatori, però, c’è voluta una forzatura risolta solo ieri e che ha permesso, per il momento, di avviare i primi tagli in piazza Tenente Iacovone. L’appalto ultimato e affidato alla Edil Esse infatti formalmente non è più partito perché, dicono da palazzo San Francesco, manca la determina esecutiva. A quanto pare c’è stato un intoppo nella procedura e insomma le carte hanno rifatto il solito giro tra uffici e scrivanie, fermandosi su quella del dirigente di turno.

Tra chi c’è e chi non c’è, chi firma, ma non subito, e chi aspetta conferme. Così la giunta ha deciso di far partire i lavori nonostante sulla carta non siano ancora autorizzati (manca in particolare il via libera della Ragioneria).

Lunedì, si dice e si spera, la situazione dovrebbe sbloccarsi e allora e solo allora, forse, le carte potranno ricominciare a camminare negli impervi, più della giungla d’erba, corridoi della burocrazia.
Un’altra settimana ancora, chissà, e si potrà tornare ad ammirare la panchina di via Togliatti, con gli anziani ancora lì seduti ad aspettare che arrivi l’autunno.

2 Commenti su "Manca una firma, città sepolta nella giungla della burocrazia"

  1. città sepolta nella giungla.
    PER PULIRE IL PLATEATICO DELL’ANNUNZIATA CHE BISOGNA PORTARE UN BRANDO DI PECORE<'
    cORDIALITA'

  2. Ma i lavori in viale stazione? Non dovevano partire a settembre? Sono stati distrutti tutti i marciapiedi a partire dalla rotonda di San Panfilo fino ad arrivare in Stazione. Sono stati cavati i pali di segnaletica stradale e gettati ai lati della strada. Lampioni che funzionano in uno sì e l’altro no. La buca sul ponte? Sono passati 18 mesi.

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