Manifesto trash, l’assessore diffida la Giostra

“Lede l’immagine della città” con questo severo e sacrosanto monito l’assessore alla Cultura del Comune di Sulmona, Alessandro Bencivenga, ha diffidato la Giostra Cavalleresca a ritirare i manifesti pubblicitari della manifestazione affissi ieri. Uno stop al dilagare del cattivo gusto, sostanziatosi questa volta in un’accozzaglia grafica degna di una sagra paesana degli anni Ottanta. Valeria Marini, testimonial dell’edizione ventiquattro che dovrebbe indossare gli abiti di Giovanna d’Aragona, ritratta con abiti sexy e provocanti, tra gli archi dell’acquedotto medievale, con il fondoschiena seminudo e sguardo ammiccante. Una trovata sensazionalistica (a proposito di chi vuol fare sensazionalismo) completamente decontestualizzata e di una volgarità rara.
Di peggio forse non si poteva fare e neanche concepire: uno schiaffo a chi nella Giostra Cavalleresca aveva riposto speranze e messaggi di peso culturale.
L’epilogo di un decadimento che non sembra avere fine e che, quest’anno, aveva avuto pure un momento imbarazzante nella presentazione del Palio da parte di un sedicente figlio di Salvador Dalì che, nonostante quanto affermi il presidente della Giostra Maurizio Antonini che dice di avere le prove della parentela (aspettiamo ansiosi che le esibisca al mondo), è e rimane un falso storico.
Se la burla sul pittore Catalano era stata in qualche modo sopportata, quello del manifesto è stato invece un affronto troppo grande per una città che su quel settantacento che rasenta il trash ci ha messo logo e stemma ufficiale.
Dieci e lode all’assessore Bencivenga per aver almeno tentato di restituire dignità alla cultura e in qualche modo alla Giostra, nella speranza che l’invito-diffida venga al più presto soddisfatto.
E che magari, dopo i manifesti, si ritiri dalla Giostra anche chi li ha ispirati.

11 Commenti su "Manifesto trash, l’assessore diffida la Giostra"

  1. Grazie Bencivenga. Grazie di esserci e di essere attento

  2. Cul.tura

  3. Loredana Antonelli | 11 luglio 2018 at 12:45 pm | Rispondi

    Grazie Alessandro per essere attento a tutelare la dignità di una manifestazione che a tanti è costata impegno e sacrificio.

  4. Oltre a ritirare i manifesti non affissi, vanno oscuranti quelli già apposti.
    Veramente un manifesto degno delle vecchie locandine dei film della commedia all’italiana. Non so proprio come abbiano avuto questa caduta di gusto all’interno della Giostra Cavalleresca con tanto di commissione storica interna!!!
    Va detto che anche chi accetta i rotoli dei manifesti, un’occhiatina non dico “censoria” ma di buon gusto potrebbe anche darla e farlo presente a chi ne richiede l’affissione, accettandoli casomai con riserva e discuterne preventivamente all’interno dell’ufficio affissioni e trovarne una soluzione prima che il fattaccio sia compiuto.

  5. giovina caserio | 11 luglio 2018 at 2:39 pm | Rispondi

    Forse è il caso di controllare anche il costume che indosserà Giovanna D’Aragona ,prima della sfilata.Non si sa mai!

  6. bene,e’ il caso di verificare,controllare i documenti,come vengono spesi i denari?quando si riceve un contributo pubblico,comunque vantaggi economici erogati da enti,aziende,societa’ ecc di interesse pubblico, le Leggi impongolo la tracciabilita’,i giustiifcativi,la rendicontazione, la trasparenza ,la pubblicazione dei bilanci,un obbligo per i riceventi,un dovere stabilito dalle disposizioni,dunque le Leggi si rispettano,associazioni incluse,piu’ che diffide esigere il rispetto delle regole, controlli e verifiche innanzitutto,da 24 anni questi signori fanno cio’ che meglio credono,con un proprio diritto,un propria Legge,e nessun risultato,o no?

  7. Me se fosse stato uomo non avrebbe leso il docoro? E la schiera di cassonetti sotto ogni palazzo, via Turati chiusa al parcheggio da 10 anni e l’erba alta ovunque non ledono il decoro? Per una volta fate silenzio. E magari tornassimo agli annni ottanta. Si stava decisamente meglio

  8. Io esprimo la mia opinione,credo che ognuno ne abbia facoltà,senza incorrere in rampogne ed intemerate ,di chi la pensa diversamente. Del resto noi non abbiamo acquistato la nostra testa, all’ammasso. Io in quel manifesto non ci vedo nulla di trash (che vuol dire spazzatura). Mica siamo tornati ai tempi dei dipinti della cappella Sistina , quando in nudi di Michelangelo che ivi comparivano ,vennero coperti da mutande, per ordine cardinalizio, per cui il pittore Daniele da Volterra,venne definito il braghettone. La storia si ripete? Basterebbe chiamare un esperto e far coprire le nudità della procace e matura ormai, Valeria Marini e la cosa si risolverebbe,per alcuni, in tutta tranquillità. E’ chiaro che la Marini ostenta la sua avvenenza,facendosi pubblicità. Del resto ,”così fan tutte”. Basti pensare che i nostri migliori stilisti fanno abiti alle attrici star,nude look,lasciando intravvedere lati anatomici di solito coperti,in pubblico e nessuno si indigna,anzi. Ormai le cose vanno così e bisogna prenderne atto. Persino chi fa filmini hard,viene acclamata in TV e portata alla ribalta come pornodiva. Io userei ben altra definizione,ma mi astengo per non essere bannato. Tornando alla Marini, osservando il manifesto riprodotto a margine dell’articolo,non mi pare che quella ostenti nudità proibite. Si nota la schiena scoperta sino al lato B ,senza che venga mostrata la sua divisione centrale. Si direbbe tutto lecito. Qualcuno ci vede qualcosa di trash, di rumenta? A me pare un manifesto simpatico,con il ritratto di una prima donna, che partecipa all’evento in tutta la sua prorompente femminilità. Certo in Arabia Saudita certi manifesti sono proibiti,ma in Italia,dove le nudità total body,impazzano ovunque,mi pare che ciò che appare nel manifesto sia il minimo .Come dire ,borderline. A meno che,la giostra cavalleresca,non sia organizzata dall’ordine dei frati di trappe.

    • Forse non le è chiaro che il problema non è ne di natura estetica ne di censura alle provocanti curve della Marini, ma il manifesto nella sua composizione grafica con la rivisitazione storica ed artistica della giostra cavalleresca non ha proprio nulla a che vedere.
      Non sarà nemmeno il manifesto ufficiale della Giostra Cavalleresca e quanto meno lo spero, ma l’utilizzo dei vari patrocini in fondo al manifesto una domanda la fa pur porre alla cittadinanza e se permette, un minimo di tutela dell’immgaine io “Comune” terrei a mantenerla; capirà che all’indecenza dell’attività amministrativa, vi unisco anche l’indecedenza di un manifesto, ecco che il quadro del ridicolo è bello che servito.

  9. …”Valeria Marini, testimonial dell’edizione ventiquattro che dovrebbe indossare gli abiti di Giovanna d’Aragona, ritratta con abiti sexy e provocanti, tra gli archi dell’acquedotto medievale, con il fondo schiena seminudo e sguardo ammiccante. Una trovata sensazionalistica (a proposito di chi vuol fare sensazionalismo) completamente decontestualizzata e di una volgarità rara”.. Io mi ero soffermato su quanto sopra,forse mi sarò sbagliato o si è confuso il “reporter”..Chi ci capisce è bravo. Forse sarà come dice lei.

  10. LA FESTA DELL’UNITA’ NON SI FA TANTI SCRUPOLI COME SULMONA.
    Alla Festa dell’Unità spunta un sexy shop come sponsor.
    Polemiche a Treviglio (Bergamo) perché tra gli sponsor della Festa dell’Unità c’è anche un sexy shop, che ha messo in palio pure due premi per la lotteria.
    Franco Grilli – Lun, 16/07/2018 – 11:00
    Luci rosse alla Festa dell’Unità. Tra gli sponsor della kermesse politica che va di scena a Treviglio (Bergamo) quest’anno c’è anche un sexy shop, “L’isola del piacere”, che viene reclamizzato con una foto sensuale di una donna. Altro che giostra, i compagni sì che se ne intendono. Qui ci ho capito Elzeviro, altro che, se ci ho capito. E’ lei che è duro di comprendonio. I compagni ci vanno giù di getto,mentre a Sulmona se la prendono per la schiena nuda della Marini. Altro che schiena, quelli passano ai fatti.

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