Maxi operazione contro il terrorismo jihadista, cellule anche in Abruzzo

Un arresto e due denunce nei confronti di tre cittadini egiziani. Una importante operazione per il contrasto al terrorismo di matrice jihadista è stata conclusa questa mattina all’alba dalla polizia di Stato e la digos di L’Aquila, Teramo, Milano, Piacenza, Cuneo, della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni e dei Compartimenti di Pescara, Milano Bologna e Roma. Ad essere arrestato è Issam Elsayed Abouelamayem Sahalabi, 22 anni, per associazione con finalità di

terrorismo internazionale istigazione e apologia per delitti di terrorismo, poiché considerato parte dello Stato Islamico, intenzionato a combattere per Daesh e inserito nella macchina della propaganda di quest’ultimo. Una denuncia è stata fatta a Teramo nei confronti di I.O.M.A. , sempre egiziano ma domiciliato a Colonnella, indagato per il reato di terrorismo internazionale, al quale è stato notificato il decreto del Ministro dell’Interno che ne stabilisce l’espulsione dall’Italia in quanto ritenuto pericoloso per la sicurezza dello Stato. Le forze dell’ordine ora sono alla ricerca di un tezo egiziano E. A. I. A. A. residente a Piacenza, ma al momento fuori dall’Italia. I tre secondo quando scoperto dalle complesse attività di indagine, rappresentavano un nucleo di radicamento con sentimenti di odio nei confronti dell’occidente che vedeva in Shalabi il fulcro. Quest’ultimo lavorava prima a Colonnella come dipendente della ditta di pulizia che si occupava del McDonalds, poi si era trasferito a Cuneo prima e a Milano poi, cambiando in quest’ultimo caso lavoro.

Secondo quanto ricostruito dalle intercettazioni telefoniche e telematiche Shalabi era un convinto sostenitore della

guerra contro l’occidente con l’obiettivo di diffondere la Sharia, un miliziano dello Stato Islamico “che aspira a combattere ed a sacrificarsi per Daesh, per operare o nello scenario siriano o dove gli fosse eventualmente richiesto”. Un ruolo “significativo” il suo per le conoscenze tecnologiche e dei social network attraverso i quali lavorava con canali e gruppi chiusi “nei quali venivano diffuse le notizie delle attività giornaliere dello Stato Islamico” attraverso agenzie. Diverso il materiale consultato da Shalabi come video di rivendicazione di attacchi e il bando di reclutamento di soldati diffuso da Daesh “per trovare nuovi adepti”. A causa della evidente pericolosità sociale le operazioni di arresto sono state svolte con il contributo del Nocs- Nucleo Operativo Centrale di Sicurezza della Polizia di Stato.

Il quadro indiziario raccolto nei confronti degli altri due cittadini egiziani denunciati è quello di una una spiccata radicalizzazione, indotta costantemente da Shalabi, da una marcata impronta antioccidentale, da una particolare attrazione verso lo Stato Islamico e verso la jihad, dalla campagna di odio nei confronti dell’occidente, dall’ascolto di audio di Imam radicali, anti occidentali e favorevoli alla jihad e al martirio per Allah, ma soprattutto dalla visione di video rappresentanti attentati suicidi, altri con scene di sgozzamento e sepoltura in fosse comuni; video relativi all’utilizzo di mitragliatrici da guerra e del kalashinkov, nonché dalla visione di video relativi alle tecniche di disarmo da attacco con coltello e con pistola.
Ad I.O.M.A è stato notificato il decreto di espulsione dal territorio nazionale, firmato dal Ministro dell’Interno, mentre sono in atto perquisizioni a suo carico in Abruzzo, Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte con il relativo sequestro di copioso materiale informatico, dal cui esame, attualmente in corso da parte degli specialisti della Polizia Postale, non si escludono ulteriori sviluppi investigativi.

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