Mini dirigenti, salta il tavolo delle trattative

L’accordo non c’è, l’auspicata e annunciata mini riorganizzazione con mini dirigenti nemmeno. Ieri, infatti, il tavolo delle trattative sulla nomina e la retribuzione delle posizioni organizzative e delle progressioni economiche orizzontali, è saltato. Sindacati e Comune si sono lasciati senza accordo, per darsi appuntamento al sei settembre e chi si è visto si è visto. Il Ferragosto è sacro.


Le cose si complicano per il sindaco Casini e la sua maggioranza, che avevano già imbandito la tavola delle spartizioni, quel tocco di sale per mandare giù il boccone della “salute pubblica”, un po’ a te un po’ a me, un po’ per tutti, tutti contenti. O quasi. Perché i sindacati si sono messi di traverso, hanno vestito i panni dell’oste con cui Casini&co non avevano pensato di fare i conti. E a non tornare è proprio quello, il conto, o meglio chi dovrà pagarlo.


I 91mila euro messi nero su bianco nella delibera di giunta per pagare dieci mini dirigenti, infatti, non ci sono, non tutti. I sindacati lo avevano annunciato e lo hanno ribadito: i soldi non si possono prendere dal fondo decentrato per il personale, 300mila euro quasi che servono a coprire esigenze, straordinari, progressioni economiche e incentivi per tutta la truppa dei centocinquanta quasi di palazzo San Francesco. E darne, riservarne, un terzo per sole dieci persone, insomma, proprio no. Non si può, hanno detto i sindacati, senza il cui via libera l’accordo non si firma, le nomine non si fanno. Non si possono fare.


In cassa per le posizioni organizzative ci sono solo 26mila e rotti euro che servono si e no a pagare una Apo, obbligatoria vista la situazione a Sulmona, per la polizia municipale, che è senza comandante e con un dirigente transitorio, un non dirigente, cioè il segretario comunale che ha rinnovato per l’ennesima volta la parte della gestione amministrativa a se stessa, lasciando il comando operativo al vice comandante senza comandante, Leonardo Mercurio.
I soldi mancanti, 60mila e rotti euro, dovranno essere trovati nelle pieghe del bilancio dicono i sindacati, ma sembra che di pieghe nel bilancio non ce ne siano più. E insomma è concreta la possibilità che l’operazione dei mini dirigenti alla fine possa saltare completamente o essere limitata a poche nomine e pochi spicci.


Intanto le carte a Palazzo sono in gran parte ferme, ora che è andato in pensione, dal primo agosto scorso, anche il dirigente del quarto settore Amedeo D’Eramo, quello dei lavori pubblici, un punto nodale della macchina amministrativa, quello per il quale passano appalti, ricostruzione, scuole. Non che prima camminassero molto in realtà, ma oggi senza responsabili e senza posizioni organizzative non si sa chi firma. La posizione di D’Eramo dovrà essere ricoperta a breve con una mobilità, il bando-avviso è stato pubblicato proprio ieri (in realtà solo il titolo perché manca l’allegato), in attesa e nella speranza che qualcuno risponda, altrimenti si dovrà fare un concorso. E ci vorrà del tempo, un tempo che Sulmona non ha.

Commenta per primo! "Mini dirigenti, salta il tavolo delle trattative"

Lascia un commento

Il tuo indirizzo mail non verrà mostrato.


*