Parco Majella, presentata la candidatura a Geoparco Unesco

(foto di Majexperience)
(Foto di Majexperience)

La candidatura ufficiale è finalmente arrivata. Il Parco Nazionale della Majella si appresta alla corsa per diventare Geoparco Unesco. La via di un riconoscimento, in realtà, tentata già in passato quando la commissione italiana Unesco, appunto, aveva proposto, vista la vicinanza, al Parco Majella e a quello del Gran Sasso di concorrere insieme. In quel caso qualcosa andò storto e i rispettivi vertici non riuscirono a trovare una quadra al progetto.

Il Parco Majella così ha deciso di proseguire in autonomia redigendo un dettagliato dossier che spiega i per come e i perché le sue montagne sono meritevoli di questa denominazione.

D’altronde, come spiegano dal Parco stesso: “Grazie ai suoi caratteri peculiari (rilievi elevati non lontani dal mare), unici nel panorama europeo, e alla inusuale eterogeneità geomorfologica del territorio, risultante dalla combinazione di processi carsici, glaciali e fluviali, il Parco è caratterizzato da una grande varietà di microclimi, ecosistemi e nicchie ecologiche che hanno permesso lo sviluppo e la conservazione di un prezioso e raro patrimonio di biodiversità”. Basta pensare che al suo interno si conservano “un terzo dell’intera flora italiana, comprese alcune specie endemiche, e diverse specie rare di fauna selvatica, tra cui l’Orso marsicano”.

Scendendo nel campo prettamente legato alla geologia, che poi sarebbe il criterio principale per rientrare nella rete dei geoparchi mondiali, tra i rilievi della Majella ci sono 95 geositi, sono 190milioni gli anni della roccia più antica (Morrone), 115 grotte carsiche, è pari a 10mila litri al secondo l’acqua sorgiva, e numerose le gallerie delle ex miniere di bitume, alcune anche visitabili.

Non solo. Grotte e insenature rappresentano oggi luoghi di forte interesse archeologico e conservano ben intatto il legame con il fenomeno dell’eremitismo e dell’ascetismo. Uomo e natura che si fondono, geositi che sono ora anche archeogeositi. La candidatura diventa in questo modo il mezzo per promuovere, all’interno di una rete mondiale, le ricchezze del Parco stesso.

Presentata ieri a Pescara, ora per il Parco Majella il percorso prosegue passando al vaglio delle varie commissioni giudicatrici nella speranza che questo massiccio di rara bellezza possa essere riconosciuto tale. Non che serva l’Unesco, d’altronde, a mettere il “timbro”, ma rientrare nel “format” dei geoparchi rappresenterebbe una possibilità di sviluppo in chiave turistica del territorio che ne fa parte e, a quanto pare, per l’Abruzzo interno questo rappresenterebbe di certo una risorse con un valore assolutamente da non sottovalutare.

Dal 20 al 24 luglio due valutatori nominati dal Consiglio dell’Unesco Global Geopark, il Prof. Jin Xiaochi (Cina) e Ferran Climent (Spagna), saranno impegnati in una missione di valutazione.

(Foto dal profilo Facebook del Parco Nazionale della Majella)

Simona Pace

2 Commenti su "Parco Majella, presentata la candidatura a Geoparco Unesco"

  1. bene,chi si speranza vive,disperato muore….di parchi il Mondo e’ pieno,tantissimi unici e bellissimi,basta consultare le classifiche,siti specializzati,compresi quelli turistici,poi basta dare un ‘occhiata a quelli riconosciuti Unesco per comprendere, le meraviglie sono tutte elencate,cosa di straordinario,unico ? Spot pubblicitario per numeri statistici,nulla di piu’come quello della Perdonanza…e tra poco anche la giostra,l’Unesco protegge e promuove solo ed esclusivamante siti di straordinaria importanza, culturale o naturale per l’umanita’..
    ..non le carnevalate di chi si propone,o no?

  2. Non è vero che i “vertici” non trovarono intesa.Fù il presidente del Parco Gran Sasso a non volere la fusione delle due proposte perché riteneva che il suo Parco fosse in una fase molto più avanzata rispetto al Parco Majella.
    Era falso e i fatti lo hanno dimostrato. Ci hanno fatti perdere in anno e loro sono fuori.

    PREGO RETTIFICARE

Lascia un commento

Il tuo indirizzo mail non verrà mostrato.


*