Il perito è impreparato, un altro rinvio per la scuola Serafini

Non bastano le lentezze della burocrazia comunale, i ritardi accumulati nella indizione delle gare d’appalto che, nei fatti, vedono ad oggi a Sulmona, a cinque anni dal finanziamento di Scuole in sicurezza, zero cantieri aperti.
A ritardare l’avvio dei lavori, infatti, arriva, anzi ritorna, ancora una volta il tribunale amministrativo regionale che, ieri, con la concessione dell’ennesima proroga per una perizia tecnica, ha bloccato nuovamente l’appalto per la messa in sicurezza della scuola media Serafini.
Un appalto da circa 2 milioni e mezzo di euro che ha subito una serie di peripezie giudiziarie per un cantiere che, sulla carta, avrebbe dovuto aprire a settembre del 2015 (ed essere quindi da molto tempo già nella disponibilità degli studenti e della città).
Il tecnico incaricato, il professor Camillo Nuti dell’università Roma 3, ha infatti fatto pervenire l’11 settembre scorso una richiesta di ulteriore proroga per dirimere il quesito posto dal tribunale amministrativo e relativo alla legittimità dei criteri di sismicità degli interventi proposti dalla ditta Salvatore&Di Meo che si è aggiudicata ufficialmente la gara nell’aprile del 2016.
Al perito, che ha addotto “valide ragioni, quali la complessità dell’incarico conferito” scrivono i giudici amministrativi, sono stati concessi ulteriori quarantacinque giorni di tempo per produrre la relazione. Un tempo ristretto (anche se segue già a due proroghe) che, tuttavia, non permetterà al Tar di poter svolgere l’udienza che era fissata al prossimo 11 ottobre. Così si tornerà nell’aula giudiziaria per definire la legittimità dell’affidamento dell’appalto solo il prossimo 6 dicembre. Ciò vuol dire che i lavori subiranno l’ennesimo slittamento e il cantiere, probabilmente, non potrà aprire prima della primavera prossima.

La vicenda dei lavori alla scuola Serafini, l’unica ad essere stata appaltata insieme alle Masciangioli prima dell’entrata in vigore del nuovo codice degli appalti, ha dell’incredibile.
I lavori dovevano infatti iniziare nel settembre del 2015, ma l’appalto fu bloccato perché la ditta che se lo era aggiudicato, la Salvatore&Di Meo, era rimasta coinvolta pochi giorni prima nell’inchiesta Social Dumping (dalla quale è stata poi scagionata), ponendo il dubbio sulla possibilità di poter svolgere l’incarico.
Risolta la vicenda e i dubbi giudiziari, la gara era stata appaltata in via provvisoria, in attesa cioè che venissero fatti approfondimenti sull’eccesso di ribasso fatto dalla ditta.
Ad aprile 2016 l’aggiudicazione definitiva, ma anche il ricorso dei secondi classificati, la Tollis&Saccoccia, che trascina ancora la vicenda nelle aule giudiziarie.
A dicembre del 2016 il Tar dispone quindi una verifica (sui criteri di sismicità appunto) individuando come tecnico il professore ordinario di Tecnica delle costruzioni dell’università Roma 3. L’incarico, però, non viene ottemperato probabilmente per la genericità della nomina e così nel febbraio del 2017 lo stesso Tar fa nome e cognome di chi se ne dovrà occupare (il professor Nuti), assegnandogli trenta giorni di tempo per fare la relazione. All’udienza di aprile, però, Nuti chiede altro tempo e ottiene tre mesi di proroga. Di mesi ne passano cinque, ma il professore di Roma 3 è ancora impreparato e chiede un’ulteriore proroga.
Sperando che sia l’ultima e che a dicembre si possa definitivamente chiudere l’impalcatura dei ricorsi e aprire quelle reali.
Perché nel frattempo ci sono stati i terremoti del Centro Italia, le verifiche di vulnerabilità sismica per nulla rassicuranti e il caos nella logistica scolastica che costringe ancora gli studenti ad essere assiepati al piano terra, sperando che la terra resti ferma.

4 Commenti su "Il perito è impreparato, un altro rinvio per la scuola Serafini"

  1. Che vuol dire “impreparato”???

  2. Che non aveva studiato la pratica

  3. Negroni non capisco dove voglia arrivare, non aveva studiato la pratica non aveva avuto abbastanza tempo era impreparato a rispondere al quesito posto dal Tar. Tutto qua, mi sembra che nell’articolo si capisca molto bene

Lascia un commento

Il tuo indirizzo mail non verrà mostrato.


*