Piani complessi, il consiglio “boccia” il sindaco-assessore

(ph Abruzzorotori)

Il sindaco si ricorda di avere la delega all’Urbanistica e ripesca dal cassetto i Piani complessi che giacciono a palazzo San Francesco da sette anni. Così, con l’intento di riaprire la cartella e di dare impulso al mercato edilizio, Annamaria Casini ha incontrato ieri i capigruppo. Una sede abbastanza anomala, in verità, essendo materia principalmente della commissione preposta: un modo, però, di coinvolgere tutto il consiglio in una scelta che la sua maggioranza, in realtà, non sembra gradire molto.
Tant’è che ieri all’incontro mancava Sulmona al Centro, mentre Avanti Sulmona ha rispedito al mittente la proposta. “Inutile avviare i Piani complessi quando abbiamo un Piano regolatore generale da approvare e per redigere il quale abbiamo speso centinaia di migliaia di euro – commenta Fabio Pingue -. Senza contare che nel frattempo la situazione del mercato immobiliare è cambiata notevolmente e che è controproducente ragionare nel particolare senza avere una visione d’insieme dei bisogni urbanistici della città”.
I dati forniti da Confedilizia appena qualche giorno fa, d’altronde, sono eloquenti: con una svalutazione del 30% degli immobili, insomma, a Sulmona non sembra proprio mancare l’offerta, piuttosto la domanda. Insomma a chi servirebbero 22mila metri quadrati di edilizia residenziale in più, a cui si aggiungono 3,5mila metri quadrati di locali commerciali e 4mila direzionali.
Dei cinque Piani complessi rimasti in piedi (sui sette che erano stati presentati), insomma, difficilmente se ne farà qualcuno, “anche perché – continua Pingue – bisogna vedere se i proponenti sono ancora interessati a farli”.

(Piano complesso Edil 2000)

Quattro su cinque, poi, insisterebbero su viale della Repubblica, a partire da quello dell’assessore Angelone che, a suo tempo, con il suo Gruppo Autotrasporti presentò un progetto per l’ex Ace da oltre 7mila metri quadrati: 5mila residenziali, mille commerciali e mille direzionali. Un motivo sufficiente, ieri, per essere cortesemente invitato dalla dirigente a non assistere ai lavori della capigruppo a cui si era presentato.
Poi ci sono quelli, sempre in via della Repubblica, della Edil 2000 (4,3mila metri quadrati di residenziali, 864 di commerciali e 576 di direzionali), della Sea (2,1mila di residenziali e 420 di direzionali) e dell’Impresa edile Dante Ramunno (quasi 2mila di residenziali, 510 di commerciali e 975 di direzionali).

(Piano complesso Sirius)

A questi si aggiunge l’intervento proposto dalla Sirius in via XXV aprile, con 7,3mila metri quadrati di residenziali, 952 di commerciali e quasi 1,2mila di direzionali (l’intervento più consistente).
Come da bando, oltre alle colate di cemento e palazzi, i Piani complessi prevedono anche servizi e cessioni alla collettività: 12mila metri quadrati di verde pubblico e circa 11mila di parcheggi.
La riunione dei capigruppo non si è chiusa però con grande entusiasmo, perché al no di Avanti Sulmona, si è aggiunto quello di tutta l’opposizione: in sette anni sono cambiate tante cose nel capoluogo peligno e il sindaco-assessore non sembra esserne troppo consapevole. Se vorrà proseguire nel suo obiettivo, insomma, è probabile che quasi nessuno la seguirà.

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