Protezione civile, la Marsica scippa il polo

La notizia è arrivata come una mannaia: è ad Avezzano che si insedierà la nuova sede del polo logistico della protezione civile ora a Roma. La sede scelta dal Dipartimento nazionale è quella del centro smistamento merci. Una decisione, formalizzata proprio ieri, che la Regione Abruzzo ha accolto a braccia aperta con l’”ancora” presidente Luciano D’Alfonso pronto anche ad ampliare il progetto all’aeroporto di Preturo nell’aquilano.
Nei fatti il polo logistico ad Avezzano rappresenta una dura “sconfitta” per la Valle Peligna (l’ennesima) al progetto promosso su più tavoli politici dai peligni del Comitato Cittadini della Valle Futura che il polo, parimenti centrale come quello avezzanese, lo avevano proposto nella struttura militare di monte S. Cosimo. Non solo. Non si dimentica la “sceneggiata” dell’ormai ex assessore Andrea Gerosolimo al cinema Pacifico quando a Sulmona arrivò il ministro Delrio. In quell’occasione Gerosolimo consegnò pubblicamente proprio il dossier San Cosimo. Le mire dalfonsoniane erano altre però, oggi è chiaro.

Undici anni di lavoro per il comitato, di progetti, di incontri, gli ultimi con la Regione l’anno scorso alla presenza anche dei rappresentanti della protezione civile locale. Tutto bello, tutto condivisibile, tutti operativi nel portare avanti il progetto. “E invece non solo questo territorio continua ad essere spoliato delle sue istituzioni, ma ora ci rubano anche le idee- dichiara Roberto Santilli, rappresentante di Cittadini Valle Futura-, in questo modo non solo creano un danno economico, ma anche una frattura sociale con territori più ricchi di noi”. E non è vero che il ministero della Difesa, proprietario della struttura di San Cosimo, non avrebbe mai concesso la struttura “perché dalla Regione una richiesta ufficiale non è mai stata inviata ed è normale che se non arriva non intervengono di loro iniziativa” aggiunge Santilli che, a cose fatte, punta il dito non solo contro il “menefreghismo” della Regione, ma anche contro i sindaci del territorio peligno stesso che, approvate le delibere comunali a favore del polo, nei fatti non hanno mai fatto nulla di più concreto. Carta straccia, insomma, come poi d’altronde stanno diventando buona parte delle delibere. Nel 2011 era stato lo stesso consiglio regionale ad approvarne una.

Il polo logistico di San Cosimo “avrebbe potuto portare lavoro, sviluppo, un’altra forma di turismo specializzato. Sarebbe potuto diventare un centro di ricerca, sede di importanti conferenze nazionali con una influenza positiva su tutta la valle” commenta ancora Santilli. Tra l’altro San Cosimo era stata scelta come sede per evitare un’altra “vaga” ipotesi che si era diffusa negli anni ’90 e non ancora passata completamente, quella di deposito unico nazionale di scorie radioattive con l’inserimento da parte dell’Enea nei quattro papabili siti italiani. Ad oggi, dopo gli studi dell’Ispra, il governo italiano ancora non annuncia dove sarà sviluppato il deposito. Ci manca solo questo.

Tempi brevi spera ora D’Alfonso per il polo avezzanese, lo stesso D’Alfonso che non ha avuto il coraggio di mettere piede in Valle Peligna durante la sua campagna a senatore e chissà se mai ne avrà.

Simona Pace

1 Commento su "Protezione civile, la Marsica scippa il polo"

  1. Come sempre è tutta una questione di peso politico.

    Come anche si ha la conferma che la “riconversione” dei poli logistici sia una scelta obbligata… miliardi spesi negli anni precedenti sempre “politicamente” per un utilizzo nullo e conferma ne è la presente notizia e il tentativo andato a male di portare l’esperimento per il nucleare pulito nell’interporto di Manoppello.

    Per noi resta la “cenere del cerino” dell’area di servizio in autostrada, tanto per restare nel perimetro autostradale.. per le scorie radioattive… meglio soprassedere!!!

    Popolazione poca… risultato ancor meno!!!

    Non ce che dire.. un altro successo per il territorio!!!

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