Quarantena obbligatoria per chi torna in Abruzzo

Già da questa notte alle tre personale della protezione civile si è piazzata alle fermate di treni e autobus provenienti dal Nord Italia per distribuire ai viaggiatori di ritorno dalle zone rosse il decalogo dei comportamenti virtuosi da adottare, ma soprattutto per comunicare l’obbligo di quarantena disposta dalla Regione Abruzzo a seguito dell’ultimo decreto del Consiglio dei ministri.
“La lettura del DPCM oggi pubblicato sul sito del Governo mostra che non esiste alcun ‘divieto’ di spostamento dalla Lombardia e dalle province elencate all’articolo 1(ovvero la zona rossa, ndr) – scrive il presidente Marsilio, a sua volta in isolamento volontario -, ma solo un invito a ‘evitare’ gli spostamenti non necessari, prevedendo infine un esplicito diritto a recarsi presso la propria ‘abitazione, domicilio e residenza’. Abbiamo il dovere di tutelare la salute dei cittadini, e per questa ragione ho dato disposizione agli uffici di predisporre un’ordinanza che impone la quarantena a tutti quanti rientrano in Abruzzo dalle zone elencate all’articolo 1”.
L’ordinanza presuppone però anche e soprattutto il senso civico e la responsabilità di ciascun cittadino, perché si tratta “di un’ordinanza di difficile applicazione e altrettanto difficile monitoraggio – continua Marsilio – se non sarà accompagnata da una vasta e coscienziosa collaborazione dei diretti interessati e delle loro famiglie: per questo, rivolgo un appello accorato a tutti perché adottino misure di cautela e comportamenti rispettosi di se stessi e del prossimo”.

1 Commento su "Quarantena obbligatoria per chi torna in Abruzzo"

  1. Modesto medicus | 8 Marzo 2020 at 7:08 pm | Rispondi

    “…non esiste alcun ‘divieto’ di spostamento dalla Lombardia e dalle province elencate all’articolo 1(ovvero la zona rossa, ndr)”..a seguire, dice il governatore Marsilio:
    “l’ordinanza presuppone però anche e soprattutto il senso civico…se non sarà accompagnata da una vasta e coscienziosa collaborazione dei diretti interessati…” Belle parole, ma con le belle parole non si risolve il problema. Non si risolve il problema con le pacche sulle spalle e con i buffetti sulle guance, ma con azioni risolute e con la giusta punizione per chi sgarra. Inutile fare le prediche e fare decreti del presidenza del consiglio, senza che essi siano decisi e risoluti. Inutile istituire zone rosse e poi fare uscire una pletora di persone dirette altrove ,specie al sud. A volte essere oltremodo democratici significa essere fessi. Fare uscire quelle persone è come dare il via libera ai ricoverati in un lazzaretto infetto. È un esempio draconiano, ma descrive come oggi i nostri affrontano il problema. “Non esiste alcun divieto di spostamento etc…..” Ma vi pare una cosa seria? Se c’è qualcuno che me lo potrebbe spiegare,si faccia avanti. Mi sovviene Zingaretti che se la spassava bevendo spritz nei bar in buona compagnia (c’è la foto), irridendo a chi prendeva serie precauzioni ed evitava di frequentare accompagnandosi in allegra comitiva a stretto contatto di gomito , a prendere l’aperitivo. Ora si è messo in quarantena, avendo addosso il coronavirus. Gli auguro di uscirne indenne, ma spero che la lezione serva ad altri frescxni antitutto(antifascisti, antirazzisti, accolgientisti, antinazisti, antixenofobi, antitutto ,insomma) .Così non si fa politica, la politica è cosa seria,più che anti si deve essere preparati e coscienti, per ben indirizzare i propri concittadini. Che ce ne facciamo di un antifascista se poi è un incxpxce e non conosce nemmeno che esistono i virus e li chiama “vairus”? Stateve accuorte,paisà!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo mail non verrà mostrato.


*