Quel sipario sulle locandine

 

Una lunga storia quella delle locandine dei programmi del teatro comunale di Sulmona, lunga anni e anni e che, nonostante i vari tentativi, non trova pace. Patrimonio culturale, al momento, non ancora valorizzato come si dovrebbe e come si potrebbe. Eppure un tentativo, nel 2015, c’era stato. Era il tempo dell’amministrazione Ranalli, il teatro in procinto di riaprire, l’entusiasmo tanto, i preparativi per la gran riapertura in pieno fermento. Fu quella l’occasione per tornare a dibattere attorno alle sorti delle locandine storiche del teatro comunale, poi diventato Caniglia, nel frattempo ammucchiate in un angolo.

Donate da Pasquale Speranza, ai tempi presidente del Lions Club di Sulmona che gestiva la stagione teatrale insieme ad altri enti culturali, tre anni fa i suoi eredi insieme all’amministrazione comunale iniziarono ad imbastire un discorso per la promozione della ricca collezione, a partire dalla concessione in comodato d’uso gratuito perpetuo al Comune delle locandine già presenti in teatro e di quelle ancora a disposizione della famiglia Speranza. Una cessione gratuita, salvo conservarne la proprietà, insomma per restituire alla Città e dare modo alla popolazione di usufruire di questo patrimonio. Secondo quanto riporta la consigliera Roberta Salvati qualche perplessità si sarebbe avuta, pare, a causa della necessità di stipulare una assicurazione  che pure su beni di valori diventa un particolare da non sottovalutare. Tra ricordi poco nitidi (visti probabilmente gli anni trascorsi): “Nessuno ha chiesto denaro in alcun conto: anzi- precisa Carlo Maria Speranza, tra gli eredi- cessione gratuita di beni di grande valore economico, nessuno ha procurato un danno alla cultura di Sulmona: anzi il sottoscritto voleva accelerare la presa in carico da parte del Comune dei beni e di tanti altri ancora nelle mie mani, nessuno ha ritirato la volontà di commodatare i beni oggetto della discussione”. 

Da parte della famiglia Speranza, insomma, l’unica volontà era quella di dare seguito al desiderio del padre Pasquale. Nel 2015, allo scopo di valorizzarle, gli eredi avevano avuto modo di confrontarsi con l’allora assessore alla Cultura Luciano Marinucci, il segretario comunale Santopaolo e, in parte, anche con la Salvati arrivando verso una bozza di transazione privata attraverso la quale la collezione privata veniva ceduta con l’impegno di esporla nel foyer del teatro e lungo scale e corridoi riportando una targa con la dicitura: “Per gentile concessione degli Eredi dell’Avvocato Pasquale Speranza che tanto ha amato la Città di Sulmona, questi luoghi e l’attività teatrale. In Sua memoria”. Oltre all’esposizione l’impegno del Comune, previsto nella scrittura privata, era quello di prendersi cura e manutenere al meglio l’intera collezione formata sia dalle locandine già a disposizione sia da quelle ancora nelle mani della famiglia Speranza.

Purtroppo la caduta dell’amministrazione Ranalli, conferma Marinucci, non ha permesso di proseguire questo percorso di valorizzazione. Qualche giorno fa a riaccendere i riflettori su questo patrimonio sono state Melissa Bozzolini e Serena Larosa nell’ambito del progetto di riqualificazione delle vetrine abbandonate di Corso Ovidio. 

Simona Pace

 

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