Randagismo a Pratola, scatta l’operazione adotta un cucciolo

Tre cuccioli sono stati presi e affidati alle cure di un veterinario. Uno è stato ufficialmente adottato. La solidarietà a Pratola è tornata a farsi sentire anche a suon di coperte e di prodotti alimentari per sostenere, quanto possibile, la sopravvivenza del nutrito gruppo di randagi stanziati nella cittadina. Per loro qualche giorno fa è partito un appello da parte del sindaco Antonella Di Nino, nel raccogliere appunto generi di qualsiasi tipo utili alla “causa”, al quale poi si è aggiunto anche il passaparola di alcuni cittadini particolarmente sensibili alla situazione rafforzato da una “gruppo” Facebook aperto ad hoc. Per cominciare, quindi, qualcosa è stato fatto, ma è solo la prossima settimana che nei fatti si potrà sapere qualcosa in più.

Al protocollo d’intesa in atto tra Comune, Asl e associazione Nogra, infatti, si aggiungerà lunedì un primo incontro per fare la quadra e martedì ancora il sopralluogo su un  possibile stallo individuato dall’amministrazione, una struttura rifugio in cui ospitare i piccoli soprattutto in considerazione delle temperature tutt’altro che miti.

Il problema del randagismo a Pratola va avanti da tempo. Mesi fa, infatti, veniva segnalata in Comune una

aggressione da parte di un branco di cani. Episodio che poi alcuni animalisti hanno voluto ridimensionare dimostrando, attraverso un video, come tutto fossero quei cani fuorché aggressivi.

Per rendere possibile l’accoglienza degli animali nella struttura individuata, tuttavia, “sarà necessario il nulla osta della Asl” spiega il sindaco che torna a sollevare anche la difficoltà di far fronte a questo fenomeno, mai seriamente considerato prima. Insomma, pensare ad un canile è quasi impossibile visto i fondi di cui necessiterebbe, ma “non capita a tutti di ritrovarsi senza una struttura adibita a queste emergenze” aggiunge Di Nino.

Riflessioni e polemiche a parte, quelle che ovviamente in questi giorni sono venute fuori a riguardo, l’auspicio è quello di dare riparo a questi cuccioli e fare in modo che il fenomeno sia tenuto nel tempo sotto controllo, mentre l’appello alla raccolta e, soprattutto, all’adozione resta attivo.

Simona Pace

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