Ricostruzione: arrivano i soldi, ma le pratiche sono ferme

La buona notizia è che venerdì sarà lavorata la pratica e già dalla prossima settimana arriveranno in cassa a palazzo San Francesco 5 milioni di euro. La brutta, però, è che non si sa bene come e chi dovrà incassarli, essendo la situazione della ricostruzione ferma ancora al palo.
L’assessore Antonio Angelone oggi è stato all’ufficio di Fossa per fare il punto della situazione e il risultato non è proprio confortante.
Dei dodici aggregati (che sono quelli che macinano soldi) presentati, una decina circa sono fermi per diatribe interne tra i proprietari. Poi ci sono altre 130 pratiche di tipo B, C ed E, anch’esse ferme in parte negli uffici del Comune (80) e in parte a quello di Goriano (50), dove d’altronde, “nonostante la buona volontà e la disponibilità degli addetti” le cose non vanno come dovrebbero, essendo il personale senza retribuzione da oltre un anno. E poi, ancora, ci sono le oltre duecento pratiche di tipo A, già lavorate dall’ufficio sisma, ma non ancora trasformate in cantieri e soldi, perché è necessario fare delle integrazioni. “Bisogna rimodulare le domande – spiega Angelone – secondo una nuova scheda che è stata predisposta. Aspettiamo che i progettisti facciano quello che devono”. Perché anche se sono A, insomma, potrebbero muovere in tutto un paio di milioni di euro.
“Sarà mio impegno seguirle personalmente ad iniziare da una mappatura chiara e leggibile su cui evidenziare il cronoprogramma di ognuno – aggiunge Angelone -. Nel caso in cui si riscontreranno ritardi verrà indicato un termine e dopo quella data la pratica verrà archiviata definitivamente”. Insomma basta a perdere tempo, ad ingolfare gli uffici: è tempo di incassare. E chi non si muove può dire addio alla riparazione.
Chi dovrà aspettare per incassare, invece, sono gli sfollati: i contributi per l’autonoma sistemazione sono fermi al dicembre 2016 e, benché il Comune abbia anticipato tre mensilità, gli altri soldi non si vedranno prima di maggio o giugno, quando cioè lo Stato dovrebbe rimpinguare la delibera Cipe che copre i costi. “Si tratta in tutto di 170mila euro l’anno per Sulmona – continua l’assessore – che saranno coperti fino al 2018. Fonti abbastanza attendibili, infatti, annunciano che a partire dal 2019 il contributo per l’autonoma sistemazione sarà interrotto dallo Stato”.
Dopo dieci anni, in fondo, ci si aspetterebbe che gli sfollati siano rientrati nelle loro case. In un Paese normale.

Commenta per primo! "Ricostruzione: arrivano i soldi, ma le pratiche sono ferme"

Lascia un commento

Il tuo indirizzo mail non verrà mostrato.


*