Rimprovera un ragazzino, 40 giorni di prognosi. La vittima: “Mi ha detto se volevo fare a botte”

Una prognosi di quaranta giorni almeno, anche se i danni dovranno essere ancora ben valutati. Il commerciante che ieri è stato brutalmente e vigliaccamente aggredito lungo corso Ovidio dal padre di un ragazzino solo perchè aveva avuto l’ardire di rimproverarlo per aver esploso un petardo in una fioriera, ha riportato tre micro fratture allo zigomo e nei prossimi giorni i medici decideranno se eseguire una operazione maxillofacciale per restituirgli i suoi connotati.
La vittima, di ritorno oggi dal San Salvatore dell’Aquila, racconta con amarezza e rabbia l’assurdo episodio di cui è stato suo malgrado protagonista: “Ho solo rimproverato questo ragazzino di undici anni perchè aveva esploso quel petardo e stava rovinando un bene pubblico – racconta – di tutta risposta mi ha detto se volevo fare a botte. Non ho avuto neanche il tempo di stupirmi per quella risposta, detta da un ragazzino, che da dietro mi è arrivato un pugno in pieno volto. Non sapevo chi lo avesse sferrato e in quanti erano, non sapevo neanche che quello fosse il padre. Fatto è che quando ho reagito, questo padre coraggioso è fuggito lasciando il figlio davanti alla vetrina del mio negozio”.
A carico del padre del ragazzino, un trentenne di Sulmona, F.C., scatterà ora d’ufficio la denuncia per lesioni aggravate e probabilmente anche per abbandono di minore.
Una vicenda sconcertante, per la violenza fatta, per le motivazioni che ne sono alla base e per quello che in termini di educazione essa rappresenta. “Poteva andare peggio – aggiunge la vittima – qualche centimetro più in là e forse in questo momento non stavo qui a raccontare questa assurda vicenda”.

1 Commento su "Rimprovera un ragazzino, 40 giorni di prognosi. La vittima: “Mi ha detto se volevo fare a botte”"

  1. come può crescere un figlio con un padre così? una cafonaggine pazzesca regna nelle strade, anche io da bambino usavo i petardi, ma se qualcuno mi rimproverava io fuggivo e mi scusavo. spero che la giustizia faccia sentire al padre manesco le stesse sensazioni provate dal commerciante. e comunque prima o poi il padre manesco incontrerà qualche altro cafone che lo tratterà con lo stesso rispetto che lui ha per le persone.

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