Saca, Gerosolimo fa il blitz e conferma Di Loreto. Centrosinistra disintegrato

Chi lo aveva dato per indebolito o in difficoltà, dovrà ricredersi: perché Andrea Gerosolimo è riuscito oggi a ribaltare all’assemblea della Saca i numeri che sulla carta lo vedevano ben al di sotto della maggioranza. E invece, al momento del voto, l’ex assessore regionale ha tirato fuori dal cilindro le sue quattro carte, tutte pescate tra i sindaci del centrosinistra.
Scanno, Corfinio, Alfedena e Scontrone, che avrebbero dovuto sostenere la linea dell’accordo con il centrodestra, infatti, si sono spostati all’ultimo sul carro dei civici, votando un nuovo cda a tre nel quale l’ex assessore piazza i suoi fedelissimi. A partire dal presidente Luigi Di Loreto, amministratore unico uscente, riconfermato per il prossimo triennio alla guida della partecipata con al fianco due consiglieri: Tania Liberatore per Rivisondoli e Corrado Gualtieri per Scanno. Qualche revisore contabile sparso per accontentare qualche frangia e il gioco è stato fatto.


Un’operazione che ha segnato un’altra pagina di rottura del territorio, con il resto dei sindaci che sono usciti dall’aula al momento del voto e che, della nomina, non hanno condiviso soprattutto il metodo: “Neanche un curriculum sul tavolo – spiega il sindaco di Pescocostanzo Roberto Sciullo – ma una terna annunciata dal Comune di Sulmona senza alcuna pezza di appoggio meritocratica o giustificazione politica e territoriale”.
La ferita più profonda è però quella che si è aperta nel centrosinistra, con lo stesso Sciullo che annuncia la sua uscita dal gruppo di Rinnovamento Democratico, la rete di sindaci di area che lo scorso anno aveva avviato un robusto progetto di ricostruzione.
Evidentemente non così robusto, però, se ben quattro dei sette primi cittadini targati centrosinistra hanno ceduto alle lusinghe “dell’uomo di mezzo”.

5 Commenti su "Saca, Gerosolimo fa il blitz e conferma Di Loreto. Centrosinistra disintegrato"

  1. moralizzatore | 28 Giugno 2019 at 00:18 | Rispondi

    prima o poi cadranno e poi faranno meglio a trovarsi un mestiere….

  2. Publio Vettio Scatone | 28 Giugno 2019 at 06:50 | Rispondi

    ahahah ah ah ah, rosiconi, per sostituirli con chi???
    Non avete capito che è uno dei pochi che le carte le sa dare.
    E tutti si adeguano al magna magna. Sugli scranni dei consigli comunali, tutti salgono per
    una sola missione e obiettivo: il MAGNA MAGNA personale, familiare, amicale.
    È tutto un PUTTANAIO, un marchettificio generalizzato.
    A beneficio dei ” Patronis” e dei loro “ Clientes”.

  3. Leggete: A beneficio dei “ Patronus “

  4. Bravo Publio, lei mi ha ricordato quella usanza romana, sin dai tempi di Romolo. Ovvero, il rapporto stretto che si creava tra il “patronus” di solito un patrizio ed i suoi clientes, gente comune,liberti compresi.
    “L’attuazione della condizione di cliente in epoca romana avveniva in varie forme:
    1)la deditio, l’usufrutto di un bene pubblico (ad esempio di porzioni di ager publicus) su concessione (in precarium) del patronato che si appropriava di tale bene;
    2) l’obbligo di accogliere in casa i clientes e di soccorrerli in caso di necessità;
    3) l’obbligo di invitare qualche volta i clientes a pranzo;
    4)la sportula (borsa), un periodico rifornimento di vettovaglie, così chiamato perché proprio con delle borse portavano via queste vettovaglie; e soprattutto
    somme in denaro.
    Il cliente invece doveva al proprio patronus il voto nelle assemblee (la votazione era espressa pubblicamente) e doveva aiutarlo qualora fosse stato impegnato in guerra.”(Da Wikipedia).
    Cosa è cambiato da allora caro Publio Scatone(Catone)? Preciso, preciso.

  5. L’ennessima dimostrazione di un popolo Peligno indegno, codardo, faccendiere, leccapiedi….. siamo riusciti a rendere il ns territorio arido ….. mi vergogno di essere Peligno

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