Scout in difficoltà, altro gruppo soccorso

Un gruppo di scout, un altro, è stato soccorso nel pomeriggio di oggi nel sentiero Q8 che collega Roccacaramanico con Passo San Leonardo, in zona Celidonio. Si tratta di un gruppo di 27 persone, 23 minorenni e 4 adulti, che hanno chiesto soccorso ai carabinieri forestali a causa dell’affaticamento di una ragazza. Nell’impossibilità di continuare la traversata, il gruppo è stato raggiunto a piedi e poi accompagnato presso il campo base di Pacentro da dove erano partiti questa mattina. Un altro episodio che richiama il monito del sindaco di Sant’Eufemia a Maiella, Francesco Crivelli, di domenica scorsa quando ad essere soccorso è stato un altro gruppo in piena notte. Crivelli, che ha annunciato di voler far chiarezza sulle competenze degli accompagnatori e la preparazione dei ragazzi, aveva raccomandato la massima attenzione nell’affrontare i percorsi montani. Ad intervenire sono stati i carabinieri forestali di Sant’Eufemia a Maiella.

S. P.

12 Commenti su "Scout in difficoltà, altro gruppo soccorso"

  1. Aldo Tassinari | 1 Agosto 2018 at 8:58 am | Rispondi

    attenti a scrivere articoli sugli scout che qualcuno potrebbe querelarvi, oppure potrebbero dire che avete edificato la redazione su un cimitero indiano!…:)))) e cmq ci risiamo…le guide che preparazione hanno? i costi dei soccorsi chi li paga? se ogni gruppo turistico che affronta un percorso va in difficoltà non basta una finanziaria a coprire le spese.

  2. Sig. Tassinari, sono d’accordo, i costi dei soccorsi chi li paga? Probabilmente gli stessi che pagano i soccorsi se lei fa un incidente in auto…magari perché distratto dal suo smartphone…

  3. Aldo Cosentino | 1 Agosto 2018 at 2:52 pm | Rispondi

    Aldo Tassinari, è la seconda volta che leggo un suo commento in merito agli Scout e in entrambi si esprime su cose di cui non ha alcuna conoscenza. Non si addentri in ambiti a lei sconosciuti, non rischia querele ma solo figure da imbecille. Buona Strada.

  4. Giorgio Tsaldarakis | 2 Agosto 2018 at 5:31 am | Rispondi

    Se sono scout dovrebbero arrangiarsi ci sono centinaia di libri sul survival a cui i “veri” scout prendono spunto e fanno pratica, peccato che la maggior parte dei ragazzi è guidato da incapaci, bravi solo a cantare e andare a messa, Baden Powell vi guarderebbe attonito non è la prima volta che gli odierni scout vanno in tilt, diciamo che dagli anni 90 in poi lo scoutismo è andato un po’ a ramengo.

  5. Lo scoutismo è un movimento sorretto da educatori volontari che prestano il loro servizio con passione e, spesso inquantificabile impegno. Non si tratta di un gruppo di trekking, non è un CAI e non è previsto un allenamento specifico pre partenza. Il cammino è elemento educate e non è finalizzato semplicemente all’arrivo ad una meta. Gli scout fanno e faranno sempre del”proprio meglio “. Questo è il motto che si impara fin da piccoli. Ogni tanto può capitare che venga sottovalutato un percorso o sopravvalutata la resistenza di bambini che, per sua natura, è comunque molto variabile anche da un giorno all’altro. Non si può equiparare ad un gruppo di adulti che faccia trekking al seguito di una guida professionale. Ma è una realtà che dona esperienze di crescita, ed è impagabile per quello che lascia dietro a sé. È il secondo articolo di questo taglio che leggo. Sono stato educatore scout fino a pochi anni fa e posso dire che è un impegno per il prossimo che difficilmente si può comprendere dall’esterno. Non demonizzare gli educatori scout è secondo me più che doveroso. Chiunque abbia vissuto il percorso come ragazzo, o come educatore o come genitore di uno scout sa che l’associazione è molto più che un gruppo di trekker inesperti. Per cui posso solo invitare a vedere il rovescio della medaglia, cioè che esperienza di vita bella è essere dentro ad un percorso educativo che parte da 8 anni e arriva a 20 per rendere il ragazzo un Uomo del mondo, serio, critico, responsabile, in grado di decidere con la sua testa e dotato della chiarezza che il cambiamento parte da ciascuno di noi e si realizza solo con l’impegno attivo e costante, spesso gratuito. E c’è n’è un gran bisogno di future generazioni così.

    • Grazie Marco del bellissimo discorso! Sono mamma di uno scout quattordicenne e non posso che parlare benissimo di questo percorso di vita. Mi hanno aiutato nella crescita del mio cucciolo e in questa difficile età, ancora di più! ma hai perfettamente ragione dicendo che chi non prova non può rendersi conto di quanto impegno e volontà comporta essere scout. Impegno volontà orgoglio scout, fratellanza, responsabilità, crescita! Oggi ce ne è un bisogno estremo per crescere gli uomini che proseguiranno il nostro cammino!

  6. Silvana Graser | 2 Agosto 2018 at 9:22 am | Rispondi

    Scout da oltre 50 anni concordo pienamente con quanto sopra spiegato così bene

  7. Marco hai pienamente ragione, io sono stato uno scout per 20 anni e non sarei stato la stessa persona senza, poi sbagliare è umano.

  8. bene,da questi signori solo annunci..di B.-P.,thinking day,giudismo,jamboree,aids to scouting,
    ecc,ecc.,non sanno nulla….dei valori,scopi,principi dell’addestramento di cui il manuale militare non e’ rimasto nulla….e’solo per fare punteggio nel volontariato,associazioni religiose,ecc piu’ per visibilita’che le ragioni del pensiero,il fine del fondatore,militare di carriera nelle colonie dell’impero britannico,con abusi e privilegi inclusi,preparazione di che?o no?

  9. Giorgio Tsaldarakis | 2 Agosto 2018 at 7:20 pm | Rispondi

    Ritengo che il motto “siate preparati” si possa togliere.

  10. Giorgio Tsaldarakis | 3 Agosto 2018 at 4:58 pm | Rispondi

    Uno scout non è mai preso di sorpresa, sa esattamente cosa fare quando succede qualcosa di inaspettato.”

    Lord Baden Powell

  11. Aldo Tassinari | 4 Agosto 2018 at 8:44 pm | Rispondi

    Piero, innanzi tutto lei è un gran maleducato, ma tralasciando questo il suo esempio non è calzante. Se l’automobilista distratto come lei, che utilizza una rete stradale attrezzata, rompe le proprie corna, oltre oltre al danno coprirà anche i costi dovuti per la pulizia dei detriti lasciati sull’asfalto ed è obbligato ad avere per legge idonea assicurazione per circolare. gli impreparati che invece vanno a zonzo nei boschi non credo abbiano una qualche copertura per le rotture di scatole che provocano.

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